rss

Legge di Bilancio 2017

Pensioni: ampliamento della facoltà di cumulo


di Lisa Bartoli 

Con la legge di Bilancio 2017 all’esame del Parlamento, a partire dal prossimo anno i lavoratori e le lavoratrici potranno contare sulla possibilità di sommare tutta la contribuzione non coincidente versata nelle varie gestioni previdenziali per garantirsi un’unica prestazione pensionistica, senza ricorrere alla ricongiunzione onerosa, che pure sopravvive.

Infatti, il “nuovo” istituto del cumulo, all’esame del Parlamento,  prevede che i requisiti ordinari per maturare il diritto alla pensione di vecchiaia (20 anni di contributi e 66 anni e 7 mesi di età) e alla pensione anticipata (42 anni e 10 mesi per gli uomini, 41 anni e 10 mesi per le donne, a prescindere dall’età) si possono perfezionare, senza ulteriori condizioni, sommando gratuitamente i contributi non coincidenti accreditati presso l’assicurazione generale dei lavoratori dipendenti del settore privato e dei lavoratori autonomi (artigiani, commercianti, coltivatori diretti), nella gestione separata (parasubordinati) e nelle forme sostitutive (fondi speciali elettrici, telefonici, volo, ex Enpals) ed esclusive (ex Inpdap, ex Ipost, fondo FS). Ai fini del calcolo della pensione ciascuna gestione determinerà la quota parte di pensione sulla base dei contributi accreditati e delle regole del proprio ordinamento. L’importo del trattamento di pensione sarà costituito dalla somma delle singole quote parte.

In alcuni casi, l’istituto del cumulo potrebbe risultare meno vantaggioso, poiché ciascun ente seguirà le proprie regole per la liquidazione della quota parte di pensione, diversamente dalla ricongiunzione onerosa che consente di avere la prestazione calcolata in un’unica gestione riferita all’ente previdenziale presso cui vengono accentrati tutti i contributi versati.  Si tratta pur sempre di una novità importante che, anche se in modo parziale, risolve la vergognosa pagina delle ricongiunzioni onerose, costate a migliaia di lavoratori e lavoratrici fior di quattrini e che, nonostante le proteste di sindacati e patronati, restano ancora in vigore.

Restano esclusi dal cumulo i periodi di contribuzione versata alle casse dei libero professionisti. Tali periodi di contribuzione possono comunque essere utilizzati mediante l’istituto della totalizzazione - ulteriore possibilità di sommare tutti i periodi di contribuzione accreditati nelle diverse forme pensionistiche, con regole proprie - con calcolo contributivo che in genere è meno vantaggioso.

Ai lavoratori che avessero presentato domanda di ricongiunzione o di totalizzazione e i cui procedimenti non si siano ancora perfezionati, al fine di accedere al pensionamento in cumulo, viene data la possibilità di chiedere il recesso delle relative domande e di recuperare le somme eventualmente versate a titolo di ricongiunzione onerosa nel caso in cui non sia ancora perfezionato il pagamento integrale dell’onere.

La restituzione dell’onere versato viene effettuata a decorrere dal dodicesimo mese dalla data della richiesta di rimborso in 4 rate annuali, non maggiorate di interessi. Il recesso deve essere esercitato entro un anno dalla data di entrata in vigore della legge e nei casi in cui non si sia già stato liquidato il trattamento di pensione.