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Congedi parentali


Filt Cgil, a Torino riconosciuti casi di discriminazione alla Gtt


Il Tribunale di Torino ha dato ragione ad alcune lavoratrici di Gtt che hanno rivendicato parità di trattamento economico nelle giornate in cui hanno usufruito dei congedi parentali. A riferirlo è la Filt Cgil.
"Si tratta di una vittoria importante - spiega ili sindacato - nei confronti di un'azienda che pensa che maternità e congedi parentali siano concessioni e non diritti conquistati. Riconoscere il valore della genitorialità è fondamentale in una società dove le nascite sono in declino, ed è importante difendere insieme il diritto al lavoro, al reddito e a essere genitori". 

Secondo il sindacato dei trasporti,"Gtt non ha perso occasione per distinguersi come datore di lavoro tra i più conservatori e incapaci di visione. Chiediamo a Gtt di cambiare le proprie strategie, di riconoscere la validità delle nostre ragioni e di non procedere all'appello. E chiediamo al Comune di Torino di dare indicazioni alla sua partecipata per la valorizzazione del lavoro e del diritto di tutte e tutti a non essere discriminati". Oltre a riconoscere gli arretrati dal 2009 alle colleghe ricorrenti, il Tribunale ordina a GTT di “cessare il comportamento discriminatorio”: non dovrà più penalizzare le assenze di cura genitoriale. "A beneficiarne - spiega il sindacato - saranno tutte le mamme lavoratrici e tutti i papà lavoratori".

Gli atti discriminatori non sono solo storia recente. La Filt Cgil ricorda che fin dal 2010 sono stati denunciati "gli ostacoli ai congedi parentali" e le regole "illegittime per limitarne la fruizione". Il congedo non è una concessione del capo, è un diritto del lavoratore. Comunicato a norma di legge, non può essere negato". "Che piaccia o no - chiosa il sindacato -, è una legge della Stato".

Peraltro, contro le discriminazioni economiche e normative era intervenuto all’unanimità anche il vecchio Comitato Pari Opportunità, ma è stato sciolto dall’azienda nel 2012. Soprattutto, è intervenuta la massima istituzione pubblica in materia, la Consigliera di Parità della Regione Piemonte, che già nel 2012 intimava all’azienda “l’immediata rimozione delle discriminazioni contestate”.

"Siamo fieri di questa prima vittoria - conclude in una nota la Filt Cgil -, che coniuga etica e legalità. Penalizzare la genitorialità non è solo sbagliato, è anche illegittimo". "Ma non ci sediamo sugli allori", avverte il sindacato: "Chiunque abbia fruito di maternità, congedi e permessi negli ultimi cinque anni può avviare nuove vertenze: contattate i nostri delegati per avviare la procedura. Ci sono intorno a noi molte esperienze virtuose, ad esempio, in Trenitalia, dove due mesi di congedo parentale vengono integrati economicamente dall’azienda. Ciò che vogliamo soprattutto è cambiare la rotta generale di GTT, per un futuro di tutela - vera - della famiglia".