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Diritto del lavoro


Assenze malattia, oltre il periodo di comporto in caso di aggressioni

di Lisa Bartoli 


E’ illegittimo il licenziamento nel caso in cui le assenze per malattia, che superino il periodo di comporto, siano riconducibili ad un evento traumatico quale è quello di una rapina. La sentenza n. 21901/2016 della Cassazione fa riferimento ad un lavoratore del settore sanità a cui è stato intimato il licenziamento per aver superato il periodo di assenze consentito dal contratto; assenze che si sono accertate come dipendenti dai postumi di una rapina subita nei locali della struttura ospedaliera presso cui lavorava.

La Cassazione, richiamando l’articolo 2087 del codice civile, ha precisato che ai lavoratori esposti al rischio di rapina va corrisposta l’osservanza dell’obbligo di tutela delle condizioni di salute specifiche e pertanto il datore di lavoro ha l’obbligo di adottare comportamenti adeguati. “Nel caso di lavoratori esposti al rischio di rapina- si legge nella sentenza -, l’osservanza del generico obbligo di sicurezza di cui all’art. 2087 c.c., impone al datore di lavoro l’adozione delle correlative misure di sicurezza cosiddette “innominate”, sicché incombe sullo stesso, ai fini della prova liberatoria correlata alla quantificazione della diligenza ritenuta esigibile nella predisposizione delle suindicate misure, l’onere di far risultare l’adozione di comportamenti specifici che, pur non dettati dalla legge o altra fonte equiparata, siano suggeriti da conoscenze sperimentali e tecniche, dagli “standard” di sicurezza normalmente osservati o trovino riferimento in altre fonti analoghe (Cass. n. 34 del 2016, v. pure 15082 del 2014, n. 8855 del 2013)”.

La non prevedibilità dell’evento criminoso cui si era appellata l’azienda nel fare ricorso in Cassazione, dopo la  condanna di secondo grado, è stata considerata infondata. “La Corte di appello – afferma la Cassazione - ha evidenziato, con accertamento di fatto incensurabile in questa sede, che erano stati comprovati in giudizio la notorietà dell’insufficiente sicurezza dell’Ospedale, la particolare pericolosità del reparto di radiologia (ubicato nel seminterrato) e soprattutto il fatto che già in precedenza si erano verificati furti e rapine”.

“L’art. 2087 del codice civile – ribadisce la Cassazione nella sentenza - rende necessario l’apprestamento di adeguati mezzi di tutela dell’integrità psicofisica dei lavoratori nei confronti dell’attività criminosa di terzi nei casi in cui la prevedibilità del verificarsi di episodi di aggressione a scopo di lucro sia insita nella tipologia di attività esercitata, in ragione della movimentazione, anche contenuta, di somme di denaro, nonché delle plurime reiterazioni di rapine in un determinato arco temporale”.