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Misure di sostegno al reddito

Fondo di solidarietà per i lavoratori del trasporto pubblico

L’Inps, con la circolare n. 186 del 30 settembre scorso, illustra la disciplina, i termini e le condizioni di presentazione della domanda di accesso al Fondo di solidarietà per il sostegno del reddito del personale delle aziende di trasporto pubblico, istituito presso l’INPS con D.I. n. 86985 del 9 gennaio 2015. Lo scopo del Fondo è di assicurare tutele a sostegno del reddito sia in costanza di rapporto di lavoro a seguito di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa, sia in caso di cessazione dello stesso.

Le domande di accesso alle prestazioni ordinarie (assegno ordinario e formazione) sono esaminate dal Comitato su base trimestrale, deliberando gli interventi secondo l’ordine cronologico di presentazione delle domande, tenuto conto delle disponibilità del Fondo.  A tal fine, stante il generale principio di equilibrio finanziario dei fondi di solidarietà, previsto  nel D.lgs n. 148/2015, dispone che le prestazioni saranno erogate nei limiti delle risorse disponibili e previa costituzione di specifiche riserve finanziarie, in modo da assicurare il pareggio di bilancio.

In caso di necessità di assicurare il pareggio di bilancio, ovvero di far fronte a prestazioni già deliberate o da deliberare, l’aliquota di contribuzione può essere modificata con decreto direttoriale dei Ministeri del lavoro e delle politiche sociali e dell’economia e delle finanze. In assenza dell’adeguamento contributivo l’INPS non è tenuto ad erogare le prestazioni in eccedenza. 

Ai sensi dell’art. 6, co. 1, del D.I. n. 86985/2015, l’accesso alle prestazioni ordinarie è preceduto dall’espletamento delle procedure previste dagli accordi collettivi nazionali e dalla vigente legislazione in materia di processi che comportano modifiche delle condizioni di lavoro o dei livelli occupazionali. Il D.I. n. 86985/2015 non prevede che le suddette procedure si concludano con un accordo aziendale. Pertanto, la richiesta d’intervento potrà essere presentata anche in caso di mancato accordo, purché la domanda sia preceduta dall’espletamento delle procedure previste dagli accordi collettivi nazionali e dalla vigente legislazione in materia di processi che comportano modifiche delle condizioni di lavoro o dei livelli occupazionali, allegando il verbale redatto all’esito delle procedure.

Nei casi di sospensione o riduzione dell’attività produttiva, stante il generale richiamo operato dall’art. 30 del D.lgs n. 148/2015 alla normativa in materia di cassa integrazione guadagni ordinaria, il datore di lavoro è comunque tenuto all’assolvimento degli obblighi di informazione e consultazione sindacale.

Con riguardo alle prestazioni integrative previste dal decreto, l’Inps fa sapere che si riserva di fornire successive disposizioni. “Tale rinvio – avverte l’Istituto - è dovuto all’imminente pubblicazione del Decreto interministeriale di modifica del Decreto n. 86985, attualmente all’attenzione del Ministero dell’economia e delle Finanze, che in materia prevede nuovi criteri, priorità e limiti per l’erogazione delle prestazioni integrative”.