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Esperienze n. 08/20/04/2018

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Anzianità contributiva nel part time verticale

Piccinini (Inca): la giustizia restituisce diritti, l'Inps li nega

E’ davvero paradossale, ma è così: per i lavoratori in part time ciclico verticale non resta che la via giudiziaria per vedersi riconoscere tutta l’anzianità contributiva inclusa quella relativa ai periodi di non lavoro. L’Inps insiste e resiste fino all’ultimo grado di giudizio per imporre una interpretazione restrittiva, che penalizza pesantemente chi non per scelta, ma per imposizione delle aziende, è costretto a pause di inattività, pur essendo titolari di un contratto di lavoro a tempo indeterminato. L’ultima di una lunga serie di sentenze è stata emessa dal Tribunale di Venezia il 27 marzo 2018 (n. 200), su un ricorso promosso da Inca e Cgil Veneto, in favore di una lavoratrice, addetta alle mense scolastiche del Comune di Spinea, alla quale l’Inps ha voluto conteggiare l’anzianità contributiva, ai fini della pensione,  considerando solo i 9 mesi di lavoro effettivo in un anno, escludendo i 3 di pausa forzata dovuta alla chiusura delle scuole. Un danno che si è protratto a partire dal 1999, anno in cui è stata assunta, fino ad oggi, con una riduzione complessiva del numero dei contributi di 5 anni. E se non ci fosse stata questa sentenza, gli effetti si sarebbero prolungati nel tempo ritardando il raggiungimento del diritto alla pensione.

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Pensioni: nuovi requisiti di accesso 
Dal 1° gennaio 2019 si applicano i nuovi requisiti di accesso ai trattamenti pensionistici adeguati agli incrementi della speranza di vita, stabiliti dal decreto 5 dicembre 2017. Con la circolare n. 62 del 4 aprile,  l’Inps illustra, in sintesi, i requisiti di accesso alla pensione di vecchiaia, alla pensione anticipata e alla pensione di anzianità con il sistema delle cosiddette quote, adeguati agli incrementi della speranza di vita, come previsto dal decreto del 5 dicembre 2017  dei Ministeri dell’Economia e del Lavoro e delle Politiche Sociali
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Lavori usuranti: domande di pensione entro il 1° maggio

Per i lavoratori impiegati in attività usuranti, che perfezioneranno i requisiti richiesti per il pensionamento entro quest’anno, il 1° maggio è il termine ultimo di presentazione delle domande di pensione. Con la circolare n° 59 del 29 marzo 2018, l’Inps illustra le novità introdotte dalla legge di Bilancio 2018 relative ai nuovi criteri di determinazione del numero di notti computabili per i lavoratori notturni. Per le domande di pensione presentate dopo il 1° maggio, l’Inps avverte che la decorrenza della prestazione è differita di uno, due o tre mesi a seconda del ritardo con cui viene presentata la richiesta, sempreché sia accertato il possesso dei requisiti richiesti.


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Voucher baby sitting e asilo nido 2018

A partire da quest’anno il contributo economico per l’acquisto di servizi di baby sitting e asilo nido (cosiddetti voucher), in alternativa al congedo parentale, verrà corrisposto ai genitori richiedenti tramite il Libretto famiglia. La novità è la diretta conseguenza del decreto legge n. 25/2017 che ha modificato le modalità di pagamento del lavoro accessorio, a seguito della cancellazione dei voucher. A spiegarlo è l’Inps nel messaggio n. 1428 del 30 marzo scorso, nel quale specifica tuttavia che i “buoni lavoro” già acquisiti telematicamente entro il 31 dicembre 2017 resteranno validi fino al 31 dicembre 2018, data ultima anche per la presentazione delle richieste; entro lo stesso termine sarà possibile restituire in tutto o in parte i voucher inutilizzati con il conseguente reintegro del corrispondente periodo di congedo parentale non goduto.


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Disoccupazione. Convenzione Anpal-Patronati su assegno di ricollocazione 

I patronati accreditati presso il Ministero del Lavoro, compreso Inca, hanno sottoscritto il 4 aprile scorso una convenzione con l’Agenzia Nazionale Politiche Attive Lavoro (ANPAL) per svolgere attività di sostegno, informazione e supporto in favore dei lavoratori e delle lavoratrici disoccupati, potenzialmente interessati ad ottenere l’assegno di ricollocazione occupazionale, introdotto dal Jobs act.


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