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Esperienze n. 37/15/12/2017

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In pensione a 64 anni 

Piccinini (Inca): Ce l'abbiamo fatta!!

I lavoratori del settore privato che vogliano anticipare la pensione a 64 anni, in virtù della norma “eccezionale” per i nati nel 1952 (articolo 24, comma 15 bis della legge n. 214/11), potranno valorizzare tutta la contribuzione volontaria, figurativa e di riscatto, extralavorativa per il raggiungimento dei requisiti richiesti. Il chiarimento, potremmo dire definitivo, è contenuto nella circolare di Inps n. 180 del 7 dicembre scorso che, accogliendo gli ultimi indirizzi del Ministero del Lavoro, interrompe anche il lungo braccio di ferro tra l’Istituto previdenziale e il Patronato della Cgil. “Possiamo dire che ce l’abbiamo fatta – commenta Morena Piccinini, presidente di Inca -. Ora, questi lavoratori, perlopiù donne, potranno effettivamente esercitare il loro diritto, da troppo tempo negato a causa di interpretazioni restrittive e ingiuste che da anni abbiamo denunciato. Il merito è senz’altro da attribuire anche all’impegno di parlamentari, come Maria Luisa Gnecchi, che si sono fatti interpreti di una domanda di tutela crescente soprattutto tra quelle lavoratrici, particolarmente penalizzate dall’innalzamento brusco dei requisiti di pensionamento”.

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Disoccupazione agricola al vaglio della Consulta
La Corte Costituzionale viene sollecitata nuovamente a pronunciarsi sulla legittimità della disciplina del trattamento di disoccupazione involontaria dei lavoratori agricoli a tempo indeterminato, licenziati il 31 dicembre, ai quali è negata qualsiasi forma di tutela contro la perdita del lavoro. A chiamarla in causa questa volta è la Cassazione, con l’ordinanza emessa il 24 novembre n. 28110
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Corte Costituzionale su controversie previdenziali 

La Corte Costituzionale giudica illegittima la sanzione di inammissibilità del ricorso privo di indicazione del valore della prestazione previdenziale richiesta (sentenza n. 241 del 20 novembre scorso). Dopo la bocciatura della norma che destinava alla decadenza triennale anche i giudizi pendenti in materia di  ricostituzioni pensionistiche, la Corte Costituzionale si pronuncia ora su un’altra disposizione varata con decreto legge dal governo Berlusconi nell’estate 2011 (art. 38, comma 1, lettera b), n. 2, del D.L. n. 98/2011). 

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Maternità. Negare la tutela a immigrate è discriminatorio

Il premio alla nascita spetta indistintamente a tutte le future madri, a prescindere dalla loro nazionalità e titolo di soggiorno, così come prevede la legge che lo ha istituito. Senza esitazioni, la magistratura torna ad occuparsi della condotta discriminatoria di Inps a danno degli immigrati, regolarmente presenti nel nostro paese, ordinando anche all’Istituto previdenziale “una idonea pubblicizzazione al riguardo (…) da effettuare a attraverso la pubblicazione di una nota informativa sull’home page del sito internet dell’Inps”, ma anche modificando i moduli di presentazione delle richieste di accesso al beneficio.   

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Malattie professionali. Rischi per la salute nei Nail salons 
Alla fine dello scorso mese di novembre l’Anses (Agenzia francese della sicurezza sanitaria) ha pubblicato uno studio sui rischi per i lavoratori del settore della cura e ricostruzione delle unghie, un settore in netta espansione che si caratterizza per la presenza di lavoratrici giovani e spesso di nazionalità straniera. Lo studio, di ben 428 pagine,  presenta i risultati delle numerose misure di esposizione negli istituti dell’Ile de France e delle Hauts de Seine, che l’Anses ha effettuato fra luglio 2015 ed ottobre 2016. 
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a cura di Lisa Bartoli - Area Comunicazione
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