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Esperienze n. 23/24/06/2016

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Malattie professionali


Candeloro (Inca): "Le imprese si autoassolvono, l’Inail respinge le richieste di indennizzo"

Crescono le denunce di malattie professionali, ma resta molto bassa la percentuale delle patologie per le quali l’Inail riconosce il nesso causale con il lavoro. Con poche differenze a livello locale, il dato nazionale delle domande accolte dall’Istituto assicuratore si attesta al 34% (dato rapporto 2015), cioè ben al di sotto della metà. La maggior parte delle richieste finisce nel dimenticatoio, anche quando ricorrono gli estremi per fare un ricorso. L’iter di riconoscimento è così complesso da indurre il lavoratore a rinunciarvi e, il più delle volte, a rivolgersi al medico di famiglia, il quale pur avendo l’obbligo di segnalare l’accaduto agli organi competenti, come le Asl, previsto dall’art. 139 del DPR 1124/65, successivamente modificato dall’articolo 10 del decreto legislativo 38/2000, non si sente in dovere di essere conseguente.
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Proposta di direttiva europea su agenti cancerogeni

La Commissione Europea,  lo scorso 11 maggio, ha adottato una proposta di  revisione della direttiva sulla “protezione dei lavoratori dai rischi legati all’esposizione ad agenti cancerogeni o mutageni nei luoghi di lavoro”. Il testo propone di adottare dei valori limite di esposizione professionale  obbligatori per 13 sostanze.  La direttiva attualmente in vigore prevede dei TLV solo per 3 sostanze.

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Benefici previdenziali per ex esposti all'amianto
Il 10 giugno scorso è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto ministeriale sui benefici previdenziali per i lavoratori ex esposti all’amianto, previsti nella legge di Stabilità, ma solo il 22 giugno scorso, a pochi giorni dalla scadenza dei termini per la presentazione delle domande (30 giugno), l’Inps ha pubblicato la circolare applicativa. Ad essere interessati dal decreto sono gli ex dipendenti di aziende, chiuse o fallite, che hanno svolto attività di scoibentazione e che hanno contratto una malattia asbesto correlata, accertata e riconosciuta dall’Inail, purché perfezionino il diritto alla pensione di anzianità nel triennio 2016-2018.
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Pensioni ai superstiti per figli studenti e lavoratori
L’Inps fornisce una interpretazione estensiva per il riconoscimento e il mantenimento del diritto alla pensione ai superstiti in favore dei figli studenti, anche durante il periodo di vacatio studii o di svolgimento di attività lavorativa.  L’Istituto precisa che il figlio superstite o equiparato, in caso di morte del genitore nel periodo compreso tra la fine del liceo e l’iscrizione all’università, nonché tra il completamento del corso di laurea triennale e l’iscrizione a quello specialistico, conserva lo status soggettivo di studente e il diritto a percepire la quota di pensione ai superstiti riconosciuta in suo favore.
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La tutela legale di Inca per i diritti individuali

L'Inca, dopo aver attivato una serie di tavoli di confronto con l'Inps per risolvere i tanti problemi e le inefficienze che aveva denunciato a partire dall'autunno scorso, per completare e coordinare l'azione centrale, il 22 giugno, ha riunito il proprio Coordinamento legale nazionale (cioè gli avvocati che sul territorio sostengono la tutela individuale attraverso il ricorso  in giudizio presso i tribunali di primo e secondo grado, arrivando fino alle Alte Corti). Tra i temi affrontati, la decadenza triennale e le discriminazioni dirette e indirette. 

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