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Esperienze n. 16/29/04/2016

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Pensioni 

La busta arancione vista da altri paesi d'Europa...

Essere informati della propria situazione previdenziale è un diritto. Un diritto di tutti i lavoratori e, più in generale, di ogni persona iscritta ad un regime di sicurezza sociale. Questo diritto implica di essere informati non soltanto delle regole generali del sistema pensionistico a cui si afferisce, ma più precisamente della propria situazione personale, passata, presente e – soprattutto – futura. E più precisamente del legame esistente tra lavoro, versamenti contributivi e importo della pensione. La parola “pensione” sta diventando, infatti, sempre più sinonimo d’incertezza. La crisi economica e finanziaria, con le politiche di austerità e con le riforme dei sistemi pensionistici, che in tutta Europa si sono susseguite a catena, non ha fatto che aggravare questa situazione e rendere l’incertezza più vasta e più profonda. Può essere utile allora, mentre 150 mila cittadini italiani stanno ricevendo la loro prima busta arancione, fare una rapida ricognizione di come gli altri paesi europei hanno affrontato la medesima questione prima di noi.

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La spending review dell'Inps sulla NASpI
E’ noto che, in  questi anni di crisi, la possibilità di perdere il lavoro è purtroppo un evento frequente che coinvolge migliaia e migliaia di persone ogni anno che, per attenuare gli effetti della perdita del proprio reddito, possono chiedere la Naspi. I disagi iniziano l’anno scorso, quando l’Inps, con un messaggio del giugno 2016, avverte che, qualora il codice IBAN comunicato risultasse sbagliato, l’Istituto non riemetterà nessun pagamento e sarà compito del lavoratore o del Patronato recuperare le somme erroneamente accreditate ad altri beneficiari.
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Immigrazione: L'Inps nega bonus bebè a chi ne ha diritto

L’Inps nega il bonus bebè ai familiari di cittadini comunitari, ma l'Inca annuncia avvio contenzioso legale. Secondo una interpretazione restrittiva della norma, l’Istituto previdenziale avrebbe dato indicazione alle sedi territoriali di rigettare ogni richiesta in tal senso, subordinando il riconoscimento del diritto al beneficio, previsto dalla legge n. 190 del 23 dicembre 2014, al possesso della Carta di soggiorno per lungosoggiornanti.

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Infortunio in itinere in bicicletta. Cassazione estende l'indennizzo
Per il riconoscimento della tutela Inail di un infortunio in itinere, verificatosi in bicicletta, la distanza non è l'unico criterio da tenere in considerazione, ma valgono anche le consuetudini e le esigenze del lavoratore. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con la Sentenza n. 7313/2016, nella quale si afferma che valgono anche gli standard comportamentali esistenti, tra i quali quello di favorire l’uso di questo mezzo, come prevede il cosiddetto collegato ambientale (legge n. 221/2015.
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Permessi 104. Inca, gli abusi di pochi, ricadono sui veri disabili
Era il 1992 quando l’Italia, con l’emanazione della legge 104, diviene uno dei primi Paesi in Europa a dotarsi di un'adeguata  tutela legislativa per l’integrazione sociale delle persone in situazione di handicap. Tre sentenze della Cassazione condannano gli abusi da parte di chi usa i permessi per interessi personali. Per Inca, pagano le conseguenze di questi comportamenti, i lavoratori che hanno bisogno di assistere i familiari disabili. 
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a cura di Lisa Bartoli - Area Comunicazione
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