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Assegno sociale

E' la prestazione assistenziale che la legge 335/95 (Riforma Dini) ha istituito, in luogo della pensione sociale ex art. 26, L. 153/69 e della relativa maggiorazione.
Al pari della pensione sociale, ai fini del diritto all'assegno sociale, si prescinde dall'esistenza di un rapporto assicurativo e contributivo ma è necessario possedere determinati requisiti di natura reddituale e di cittadinanza .
La prima decorrenza possibile è dal 1.2.96, quindi spetta a tutti coloro che hanno compiuto o compiono i 65 anni a partire dal 1.1.96 ed anche a coloro che, pur avendo compiuto l' età richiesta entro il 31.12.95, hanno inoltrato la domanda successivamente; infine a coloro che avendo perso il diritto alla pensione sociale prima del 1996 lo abbiano riacquistato a decorrere da tale anno in poi.
La domanda va inoltrata all'Inps e la prestazione è erogata con decorrenza fissata al 1° giorno del mese successivo a quello di presentazione della domanda.
In caso di domanda respinta è possibile proporre ricorso amministrativo al Comitato Provinciale dell’Inps.
L'assegno non è reversibile e spetta per 13 mensilità annue.



Soggetti aventi diritto


 - cittadini italiani;
 - rifugiati politici e rispettivi coniugi ricongiunti;
 - extracomunitari o apolidi in possesso del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo ovvero della carta di soggiorno;
 - cittadini comunitari ed i loro familiari a carico iscritti all’anagrafe del Comune di residenza o titolari della carta di soggiorno CE;
  - cittadini della Repubblica di S. Marino;

Requisiti

 - compimento del 65° anno di età
 - cittadinanza italiana o di uno degli Stati della Unione Europea e per gli extracomunitari il possesso di permesso di soggiorno CE-SLP
 - residenza sul territorio nazionale
 - residenza in Italia di almeno dieci anni continuativi temporalmente individuabili in qualsiasi momento della vita prima della richiesta della prestazione. (Tale ulteriore requisito è in vigore dal 1 gennaio 2009 ed è richiesto in aggiunta al generale requisito di residenza sul territorio nazionale per il diritto al conseguimento e al mantenimento della prestazione)
 - reddito non superiore all'importo annuo dell'assegno se il richiedente non è coniugato
 - reddito cumulato con quello del coniuge non superiore a due volte l'importo annuo dell'assegno se il richiedente è coniugato.




Redditi influenti
Si considerano i redditi assoggettabili all'Irpef relativi allo stesso anno di percezione del trattamento pensionistico al netto dell' imposizione fiscale e contributiva ma anche quelli esenti da imposta quali le prestazioni assistenziali erogate dallo Stato (pensione di invalidità civile, cieco civile, sordo, le pensioni di guerra, le rendite vitalizie erogate dall' Inail, pensioni privilegiate ordinarie tabellari per infermità contratte durante il servizio di leva, etc) ed ancora redditi con ritenuta alla fonte a titolo di imposta o ad imposta sostitutiva (interessi bancari e postali, interessi sui BOT e CCT, etc) ed infine gli assegni alimentari corrisposti a norma del codice civile.


Redditi non influenti
Non rientrano nel coacervo dei redditi da considerare i trattamenti di fine rapporto e relative anticipazioni, le competenze arretrate soggette a tassazione separata, la casa di abitazione, l'importo dell' assegno sociale del richiedente ( è da dichiarare invece quello del coniuge), i trattamenti di famiglia, 1/3 dell'importo della pensione liquidata con il solo sistema contributivo, l'indennizzo previsto dalla legge 210/92 per i soggetti che hanno subito danni provocati da trasfusioni o vaccinazioni, le indennità di accompagnamento, le indennità di comunicazione per i sordi, gli assegni vitalizi erogati ai combattenti della guerra 15-18 e l'assegno vitalizio a favore dei perseguitati politici e razziali.


Misura
L’importo mensile dell’assegno sociale è per il 2011 pari a €. 417,30.
In presenza di redditi può essere concesso in misura ridotta fino a concorrenza dei limiti di reddito stabiliti.
Dal 2001 l’importo dell’assegno è stato maggiorato da una quota fissa non soggetta a perequazione di € 12,91 mensili per coloro che hanno un età superiore a 65 anni, di € 20,66 mensili per coloro che hanno un'età superiore a 75 anni;
Dal 2002 per i pensionati con almeno 70 di età (o con un’età ridotta di un anno ogni cinque anni di contribuzione versata in qualsiasi fondo o gestione fino ad una riduzione massima di 5 anni ) la maggiorazione è stata incrementata da una cifra variabile fino al raggiungimento di un importo mensile del trattamento pensionistico di €. 516,46 perequato dal 2003.

Da gennaio 2008, grazie all'accordo sindacati-governo del luglio 2007, il suddetto importo è stato portato fino a 580,00 euro e, per il 2011, è pari a 603,87 euro.

Per il diritto alla maggiorazione:

 - il pensionato solo non deve possedere redditi pari o superiori all’importo annuo dell’assegno sociale e della maggiorazione stessa
 - il pensionato coniugato oltre al requisito reddituale di cui al punto a) non deve possedere redditi cumulati con quelli del coniuge pari o superiori alla somma del limite di cui al punto a) e l’ importo annuo del trattamento minimo del Fpld.

Per il diritto all’incremento:

 - il pensionato solo non deve possedere redditi pari o superiori all’importo annuo dell’assegno sociale e dell’incremento stesso stesso
 - il pensionato coniugato oltre al requisito reddituale di cui al punto a) non deve possedere redditi cumulati con quelli del coniuge pari o superiori alla somma del limite di cui al punto a) e l’ importo annuo dell’assegno sociale.

Di fatto tale nuova maggiorazione assorbe la precedente prevista per gli ultra75enni.
La maggiorazione e l’incremento possono essere concessi in misura ridotta fino a concorrenza dei limiti di reddito.
Si prendono in considerazione i redditi conseguiti nel corso dello stesso anno nel quale la maggiorazione è corrisposta per la prima volta; negli anni successivi si considerano, invece, i redditi dell'anno precedente. I redditi da pensione vanno sempre considerati con riferimento all'anno in corso.
Sono influenti i redditi di qualsiasi natura compresi quelli esenti da imposte ed i redditi soggetti a ritenuta alla fonte a titolo di imposta o imposta sostitutiva.
Non si considerano i redditi derivanti da:

 - trattamenti di famiglia
 - indennità di accompagnamento di ogni tipo
 - pensione di guerra
 - indennizzo risarcitorio per i danni subiti da trasfusioni e vaccinazioni di cui alla legge 210/92.
 - dal 2002 non è considerato il reddito catastale della casa di abitazione.

L’importo dell’assegno sociale è ridotto del 50%, in caso di ricovero del titolare presso istituti a totale carico di enti pubblici.  La riduzione è del 25% se la retta per il ricovero è a parziale carico del pensionato o dei suoi familiari in misura inferiore al 50% dell'importo dell'assegno sociale.
Non opera nessuna riduzione se il concorso alla retta da parte del pensionato o dei suoi familiari è superiore al 50% dell'importo dell'assegno sociale.