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Assegno di maternita' per lavoratori atipici e discontinui

Entra in vigore, con il decreto 21 dicembre 2000 , n.452 un nuovo strumento di sostegno economico alla maternità di lire 3.000.000 introdotto dalla finanziaria 2000, destinato alle donne, per cui siano stati versati contributi, a seguito dello svolgimento di tre mesi di attività lavorativa nel periodo che va dai 18 ai 9 mesi antecedenti la nascita.
Destinatarie dell'assegno sono:

 - le donne residenti, cittadine italiane o comunitarie, oppure extracomunitarie in possesso di carta di soggiorno per ogni figlio nato o adottato o accolto in affidamento preadottivo a partire dal 2 luglio 2000.

Al momento dell'adozione il minore non deve avere un'età superiore ai 6 anni, mentre nelle adozioni internazionali il limite è il raggiungimento della maggiore età.
L'assegno prescinde da ogni requisito di reddito personale o familiare e assume la funzione di prestazione minimale per la tutela della maternità e quindi di garanzia per la lavoratrice madre a percepire una prestazione economica non inferiore per il 2006 a €. 1.777,53, tenuto conto dell'incremento Istat.
In caso di parti o di adozioni e affidamenti preadottivi plurimi, l'importo dell'assegno viene moltiplicato per il numero dei figli nati o entrati nella famiglia anagrafica.


Requisiti contributivi
L'assegno è concesso quando si verificano i seguenti casi:

  - quando la lavoratrice ha diritto ad una qualsiasi forma di trattamento previdenziale o economico di maternità e possa far valere tre mesi di contribuzione nel periodo compreso fra i diciotto ed i nove mesi precedenti la nascita o l'ingresso in famiglia del minore adottato o affidato, ha diritto alla quota differenziale dell'assegno, se la prestazione di maternità è di importo inferiore a 1.777,53 euro per il 2006 ( pensiamo, ad es. ad una domestica o ad una parasubordinata )

  - quando una lavoratrice fruisce di una delle prestazioni di disoccupazione, di mobilità, cassa integrazione, LSU, l'indennità di maternità le viene garantita da parte dell'Inps , purchè il periodo intercorrente tra la perdita del diritto alla prestazione previdenziale e la nascità del figlio o dell'ingresso in famiglia del figlio adottato, non sia superiore a nove mesi o comunque non sia superiore alla durata della prestazione stessa

  - quando una lavoratrice viene licenziata o si dimette, mantiene il diritto all'assegno se può far valere tre mesi di contribuzione nel periodo che va dal 18° al nono mese precedente la nascita del figlio o dell'ingresso in famiglia del figlio adottato.


Il padre, naturale adottivo o affidatario, ha diritto a percepire il beneficio nel caso di decesso della madre, di abbandono del figlio da parte della madre o di affidamento esclusivo al padre, ovviamente se l'assegno non sia stato già riscosso dalla donna.
La domanda, redatta in carta semplice, , va inoltrata alla sede territoriale dell'Inps entro 6 mesi dalla data di nascita del figlio o dall'ingresso del minore nella famiglia anagrafica della donna affidataria ; l'Inps eroga l'assegno entro 120 giorni.