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Congedo biennale retribuito

I soggetti tutelati sono i familiari portatori di handicap ai quali sia stata accertata, la situazione di gravità; il soggetto disabile non deve essere ricoverato a tempo pieno presso istituti specializzati salvo che la presenza di un familiare sia richiesta dagli stessi sanitari e non deve prestare attività lavorativa nel periodo in cui viene richiesto il congedo.

Gli aventi diritto sono le lavoratrici ed i lavoratori, residenti in Italia, con rapporto di lavoro dipendente, pubblico o privato, a tempo determinato o a tempo indeterminato.
Esiste un ordine di priorità fra gli aventi diritto che é stato indicato dalla Corte Costituzionale:

 - il lavoratore o la lavoratrice convivente con il coniuge gravemente disabile
 - i genitori (naturali, adottivi o affidatari) di figlio gravemente disabile
 - i fratelli e le sorelle (anche adottivi) della persona gravemente disabile e con essa conviventi
 - il figlio/a convivente con il genitore gravemente disabile.

Sulla base dei pronunciamenti della Consulta, il lavoratore o la lavoratrice coniugati sono, in ordine di priorità, le prime persone che possono chiedere il congedo biennale retribuito per assistere moglie o marito disabile. In caso di mancanza, decesso o in presenza di patologie invalidanti del coniuge, il diritto a fruire del congedo passa alla madre o al padre (anche adottivi) del disabile, i quali, a loro volta, se mancanti o deceduti o affetti da patologie invalidanti, passano il diritto ai figli, e così via.

Questi lavoratori dipendenti hanno diritto al congedo anche se il loro contratto di lavoro non prevede l’assicurazione per maternità e/o se a loro non spettano i permessi di cui alla legge 104

Ai genitori il beneficio spetta in maniera alternativa ma non può essere utilizzato contemporaneamente da entrambi. Il congedo straordinario spetta al genitore richiedente lavoratore anche quando l’altro genitore non ne ha diritto perché non lavoratore. Nel caso dei genitori non è richiesta la convivenza con il figlio disabile.

Ogni lavoratore può fruire di 24 mesi di congedo (retribuito e/o non retribuito) nell’arco della propria vita lavorativa. Può succedere che siano diversi i familiari che volgiono avvalersi di questo beneficio. In tal caso, il limite massimo dei due anni si perfeziona fra tutti gli aventi diritto che ne fanno di volta in volta richiesta.
I lavoratori domestici e i lavoratori a domicilio non hanno diritto al congedo biennale retribuito.


Modalità di fruizione del congedo
Il padre e la madre non possono utilizzare contemporaneamente il congedo in questione ma solo alternativamente. Durante la fruizione del congedo biennale da parte di un genitore, l’altro genitore può fruire del congedo parentale o del congedo di maternità.
La prestazione può essere frazionata a giorni interi, a settimane, a mesi.


La misura della prestazione
L'indennità è corrisposta nella misura dell'ultima retribuzione mensile percepita se la mensilità in questione, rapportata ad un anno, è inferiore o pari al limite stabilito (per il 2011, euro 33.290,00 nel settore privato, euro 44.276,32 nel settore pubblico). La retribuzione presa a riferimento é quella che comprende le voci fisse e continuative.
Dal 2002 il limite annuale é rivalutato annualmente sulla base dell'indice ISTAT.
Nel 2007 l'INPS ha disposto che, per ogni anno di riferimento e a partire dal 2001, tale importo rappresenta il tetto massimo complessivo di quell'anno e che esso va ripartito fra indennità economica e accredito figurativo. In caso di superamento del tetto complessivo, il valore figurativo della contribuzione e l'importo dell'indennità economica devono essere proporzionalmente ridotti fino a concorrenza con tale limite.
Se il congedo è fruito per periodi continuativi non superiori a 6 mesi, il lavoratore o la lavoratrice ha diritto ad un numero di giorni di permesso non retribuito corrispondente alle ferie maturate.


Adempimenti e domande

 - Lavoratore privato
La domanda deve essere inviata o recapitata all’INPS in duplice copia, utilizzando l’apposita modulistica predisposta dall’istituto. Una delle due copie deve essere restituita a vista all'interessato con l’attestazione, da parte dell’INPS, dell'avvenuta ricezione, o rimandata a stretto giro di posta se pervenuta con tale mezzo.

 - Lavoratore pubblico
La domanda va presentata all’amministrazione o ente di appartenenza.

Il diritto al congedo straordinario è comunque concesso entro 60 giorni dalla richiesta.
Nella domanda va indicato con precisione il periodo di congedo e, in caso di modifica del periodo fissato in precedenza, deve essere presentata una nuova domanda, sempre con le stesse modalità.
Va allegata la documentazione (anche in copia dichiarata autentica) relativa al riconoscimento della gravità dell'handicap con dichiarazione di responsabilità relativa al fatto che non sono intervenute variazioni nel riconoscimento del grado di gravità dell'handicap.
Il congedo straordinario e le relative prestazioni decorrono dalla data indicata sulla domanda, salvo decorrenza diversa fissata dal datore di lavoro.


Modalità di corresponsione dell'indennità

Nel privato, l'indennità viene anticipata dal datore di lavoro secondo le modalità previste per la corresponsione dei trattamenti di maternità. Nel comparto pubblico invece la retribuzione é a carico dell'amministrazione.


Contribuzione

La contribuzione è figurativa nel settore privato ed effettiva nel settore pubblico