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Rendita per inabilità al lavoro

Per il diritto vale la consapevolezza del nesso causale

Non è dalla mera diagnosi della malattia che decorre il termine di prescrizione per la rendita Inail. Lo ha stabilito la Cassazione, nell’ordinanza  2842/18, depositata il 6 febbraio, con la quale ha accolto il ricorso di un lavoratore, affetto da un tumore alla vescica, contro la sentenza della Corte d’Appello di Roma, che gli aveva rigettato la richiesta di rendita Inail, a causa del superamento del termine  prescrizionale di tre anni . 


Trasformazione contratto in part time

Cassazione: variazioni orarie solo con consenso scritto

Il datore di lavoro non può decidere unilateralmente di passare da un rapporto di lavoro a tempo pieno a un part time e quindi a una riduzione delle ore di lavoro, senza il consenso scritto del lavoratore. E’ quanto ha stabilito la Corte di Cassazione, nella sentenza n. 1375/18, depositata il 19 gennaio scorso, accogliendo il ricorso di una lavoratrice, apprendista sarta, poi inquadrata con un contratto a tempo pieno, che chiedeva il 

Infortuni sul lavoro

Inca, L’asimmetria delle responsabilità

Non basta aver predisposto i Dispositivi individuali di protezione per essere sollevati dalle responsabilità di un infortunio sul lavoro: l’imprenditore ha l’obbligo di verificare il loro effettivo uso. Tuttavia, è un dovere del lavoratore segnalare all’azienda un qualsiasi imprevisto, che possa verificarsi nello svolgimento della sua mansione, chiedendo contestualmente “l’invio  sul posto di apposita strumentazione idonea allo svolgimento in sicurezza della non prevista operazione”. 

Tumori professionali. Rendita Inail agli eredi

Cassazione: concause "extralavorative” non pregiudicano il diritto

Quando la morte di un lavoratore è causata da un tumore professionale, inserito nella tabella Inail, l’Istituto assicuratore non può negare il diritto alla rendita ai superstiti basandosi su altri fattori extralavorativi, che possono solo aver contribuito all’esito fatale. A stabilirlo la sentenza n. 29767/17 del 12   dicembre, della Cassazione. 

Infortuni sul lavoro. La validità del DVR

Cassazione, obbligo aziendale aggiornamento dei rischi

Quando viene accertato che l’azienda non ha predisposto un adeguato Documento di Valutazione dei Rischi (DVR), con il fine di risparmiare sui sistemi di sicurezza e prevenzione, risponde non soltanto dei danni provocati al lavoratore infortunato, ma va incontro anche a una pesante sanzione pecuniaria, per illecito amministrativo, disciplinato dal decreto legislativo n. 231/2001.
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