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Diritto di Cittadinanza
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Diritto di Cittadinanza

Cei, chi nasce e studia in Italia è cittadino italiano

"I bambini e i ragazzi nati in Italia e quelli che hanno frequentato almeno 5 anni di scuola hanno il diritto di sentirsi cittadini italiani". E' quanto afferma monsignor Guerino Di Tora, vescovo ausiliare di Roma e presidente della Fondazione Migrantes e della commissione episcopale Cei per le migrazioni, intervenendo sul dibattito politico in corso sull'approvazione della legge sullo ‘ius soli’ per dare la cittadinanza italiana a chi nasce e studia in Italia.

"In altre nazioni europee è già stato fatto - ricorda Di Tora al Sir, il Servizio di informazione religiosa della Cei -. Sono persone che già abitano stabilmente nella nostra società. Purtroppo, la discussione è stata estremizzata, è diventata motivo di contrasto: anche questa realtà assume una valenza politica sia per i partiti di sinistra, sia per quelli di destra. Ma il fenomeno delle migrazioni non è transitorio, è una realtà epocale con la quale ci dobbiamo misurare: è impensabile voler alzare dei muri, fermare le migrazioni attraverso barriere esterne e fili spinati".

Per Di Tora, "è un fenomeno che va governato, anche ricordando che oggi in Italia c'è una forte denatalità e i migranti vengono a supplire il vuoto demografico di domani; inoltre, ci sono tipi di lavoro che gli italiani non vogliono più fare, come la pastorizia o l'artigianato o il lavoro nelle fonderie e nelle concerie. È una realtà nuova di fronte alla quale non si possono chiudere gli occhi. E l'integrazione diventa importante anche per non correre il pericolo della radicalizzazione islamista".


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