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Fondo vittime amianto

Fondo vittime amianto

Rendite Inail, in arrivo conguagli del 3,3%

Conguagli in arrivo del 3,3% sulle rendite Inail alle vittime deIl’amianto. A farlo sapere è lo stesso Istituto assicuratore, dopo l’approvazione della determina n. 4 del 2017 da parte dei ministeri del lavoro e dell’economia e la pubblicazione del relativo decreto, con la quale è stata fissata al 13,8% la misura della prestazione aggiuntiva, finanziata dal Fondo per le vittime di amianto, dovuta per il 2015 ai lavoratori affetti da malattie asbesto correlate e, in caso di morte, in favore dei loro eredi, titolari di rendita ai superstiti.

La prestazione aggiuntiva, istituita con la legge 244 del 2007, viene erogata d’ufficio  dall’Inail con due acconti, corrisposti utilizzando le risorse annue provenienti dal bilancio dello Stato e fino a esaurimento, e un conguaglio pagato con le disponibilità finanziarie effettivamente disponibili nel Fondo, derivanti dagli oneri a carico delle imprese (addizionale sui premi Inail). Le somme non utilizzate in ciascun esercizio finanziario sono mantenute in bilancio per essere impiegate in quello successivo. Poiché gli acconti già pagati dall’Istituto ai titolari di rendita ammontano al 10,5%, il conguaglio spettante loro è dunque pari a 3,3%.

Nel corso degli anni, l’andamento delle richieste della prestazione aggiuntiva ha subito un aumento significativo, a dimostrazione di come l’amianto ancor oggi rappresenti una causa di malattia tutt’altro che risolta. Secondo i dati Inail, tra il 2008 e il 2015 le domande di rendita complessive sono cresciute del 30%, cioè in valori assoluti, da 14.089 a 18.533. L’incremento più marcato riguarda le rendite ai superstiti che, nello stesso periodo considerato, sono aumentate del 53,3% (da 8.111 nel 2008 a 12.519 del 2015).     

Dal 2015, con la legge di Stabilità n. 190/2014, i benefici del Fondo vittime dell’amianto sono stati estesi anche in via sperimentale, per gli anni 2015, 2016 e 2017, anche ai malati di mesotelioma “non professionale”, vale a dire a coloro che hanno contratto questa patologia per esposizione familiare o ambientale all’amianto, purché sia comprovata la convivenza con il lavoratore esposto alla fibra cancerogena nel primo caso, oppure la residenza sul territorio nazionale in aree inquinate da amianto.

Diversamente da quanto disposto per la prestazione aggiuntiva, per il riconoscimento della prestazione economica, che consiste in una somma “una tantum” di 5.600 euro, è necessario che la persona interessata inoltri regolare domanda all’Inail, allegando la certificazione della malattia e tutta la documentazione necessaria a supporto. Le somme, fa sapere l’Inail, sono state recuperate nell’ambito delle economie che si sono costituite nel Fondo negli anni 2008-2010.          


  

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