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Edilizia: Fillea Cgil, lavoro sommerso in crescita, ma non fa più notizia
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Edilizia: Fillea Cgil, lavoro sommerso in crescita, ma non fa più notizia

"Il lavoro nero cresce nel paese e in particolare nel settore dell'edilizia, ma non fa più notizia". Ad affermarlo il nuovo segretario generale della Fillea Cgil, Alessandro Genovesi, secondo il quale "servono fatti concreti e non parole" per combattere la piaga del sommerso. I numeri del Rapporto annuale sulle attività ispettive 2015 presentato dal ministero del Lavoro confermano questa direzione, avverte. Su 206.080 aziende ispezionate, il 66% (oltre 136 mila, +2% rispetto al 2014) è risultato irregolare, con 182.523 lavoratori non in regola (+0,5% rispetto al 2014). In particolare, in edilizia sono state ispezionate oltre 42 mila aziende (pari al 29%), con un tasso di irregolarità (in relazione alle pratiche ispettive lavorate) del 63,7% (percentuale che raggiunge il 66,9% nelle cave)".

Nel corso delle ispezioni, sono stati riscontrati oltre 11 mila i lavoratori irregolari, con picchi preoccupanti in regioni importanti come Lombardia, Campania, Puglia, Toscana. Oltre 6 mila i lavoratori edili completamente in nero, e oltre 1.000 i casi di appalti/sub appalti, distacchi e somministrazione totalmente illeciti, "cioè una vera e propria intermediazione di manodopera irregolare o, più prosaicamente, vittime di caporali", commenta Genovesi. A questo si aggiungono oltre 1.200 lavoratori con falsi rapporti di lavoro flessibile o atipico, ritenuti cioè dagli ispettori veri e propri rapporti di lavoro subordinati.

"Si potrebbe continuare - afferma Genovesi - citando i dati relativi a violazione su orario di lavoro, sicurezza, ecc., ma il punto che ci preme sottolineare è come l'importante lavoro degli ispettori avvenga ex post, quando invece si dovrebbe fare prima per prevenire tali illeciti". "Mi riferisco - prosegue il segretario Fillea - all'estensione del Durc per congruità oltre quanto previsto dal recente Codice degli appalti (esclusivamente per i sub appalti), alla patente a punti per il settore edile, al rafforzamento della diffida e l'introduzione della diffida preventiva in caso di anomalie nei versamenti presso la Casse edili, al rafforzamento della funzione delle stesse con versamenti minimi obbligatori in relazione all'orario settimanale contrattuale al fine di contrastare i falsi part-time, fino a un rafforzamento delle stesse note della direzione Attività Ispettive oltre quella del 2012".
 
"Come Fillea-Cgil, insieme a Filca e Feneal - riferisce ancora Genovesi -, non a caso chiediamo, a partire dal prossimo rinnovo del contratto nazionale di lavoro dell'edilizia, di escludere i voucher, rafforzare i perimetri dei nostri contratti con una seria e combinata azione di contrasto all'evasione fiscale e contributiva, un'azione per l'emersione del vasto mondo delle partite Iva che opera in cantiere, la definizione di compensi minimi e declaratorie chiare per l'impiego di lavoratori autonomi (oltre ovviamente il vero imprenditore con dipendenti e il professionista iscritto all'albo) per estendere loro le tutele e le protezioni sia di welfare sia in materia di sicurezza, prevenzione e formazione".

Tutto ciò "perchè - conclude il sindacalista - dove vi è irregolarità non vi è solo sfruttamento economico, svilimento delle professionalità, ma anche mancanza di sicurezza e una maggiore frequenza di incidenti. Una concorrenza sleale che non solo produce evasione contributiva e fiscale, ma colpisce le imprese serie e fa danni enormi ai lavoratori e alle comunità".

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