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In crescita gli infortuni mortali in Liguria

In crescita gli infortuni mortali in Liguria

Cgil, pochi controlli e formazione, ma c'è anche il Covid

Dalle elaborazioni di Marco De Silva, responsabile dell’Ufficio Economico Cgil Liguria, emerge come nei primi sette mesi del 2020, nella regione, a fronte di un calo complessivo delle denunce di infortunio (-2.256 pari al -18,1%), sono raddoppiati rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso; 22 in tutto. Secondo il sindacalista se la riduzione degli eventi infortunistici risente del rallentamento delle attività produttive durante il recente lockdown, i decessi mostrano come il contesto sia alquanto preoccupante: la novità - sottolinea - sta nei 5 deceduti registrati nel settore Ateco Q (Sanità e Assistenza Sociale), il primo segno concreto dell’ondata pandemica tuttora in atto; 13 sono i deceduti registrati a Genova, 4 a Savona, 3 a La Spezia e 2 a Imperia. Dei 22 deceduti 17 sono italiani, 20 maschi e 2 femmine. Infine, 14 morti su 22 sono compresi tra i 45 ed i 64 anni di età, mentre 3 morti avevano meno di 30 anni.

Per Federico Vesigna, segretario Generale Cgil Liguria, "il calo delle denunce di infortunio può essere giustificato dal fatto che nel lockdown le persone hanno lavorato meno. Settori vitali a parte, molte attività produttive erano completamente ferme, altre sono proseguite tramite smartworking; in ogni caso con meno persone sui luoghi di lavoro". Due sono le questioni da sottolineare, aggiunge: "da un lato quasi 10 mila denunce di infortunio in soli 7 mesi sono un numero enorme ed è una tendenza che si può invertire solo investendo in formazione e assumendo nuovi ispettori, ad oggi in numero assolutamente insufficiente; l’altro aspetto è il raddoppio degli infortuni mortali: per la prima volta ben 5 decessi, certamente riconducibili al Covid, sono avvenuti in ambito socio sanitario”.

Intanto, per far fronte all'emergenza sanitaria, le segreterie regionali e provinciali de La Spezia di Cgil, Cisl e Uil avanzano la richiesta di effettuare a tappeto tamponi nelle aziende del territorio, dove si sta verificando una situazione che definiscono "potenzialmente esplosiva". "Ormai - spiegano - sono decine le segnalazioni che ci arrivano dall'interno di aziende di possibili contagi Covid, in tutti i comparti, dai cantieri navali, alla grande distribuzione fino agli enti pubblici. Siamo molto preoccupati e lo sono le lavoratrici e i lavoratori".

Secondo i sindacati, oltre ai tamponi a tappeto occorrono "tracciamenti e isolamento dei casi positivi; per questo ultimo aspetto, utilizzando gli ammortizzatori sociali a disposizione". Ciò è necessario perché rischiamo un ritorno dell'epidemia peggiore della prima ondata". I sindacati chiedono l'intervento di Asl5, Comune, Provincia e Prefettura, oltre a fare appello alle associazioni datoriali per sensibilizzare e monitorare le aziende.
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