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Covid-19: congedi speciali per famiglie

Covid-19: congedi speciali per famiglie

Inca fornisce alcuni chiarimenti

A seguito del messaggio di Inps, l’Inca risponde ad alcune richieste di chiarimento pervenute alle sedi di patronato, per l’applicazione delle nuove norme sui congedi previsti dalla legge 104/92, introdotte dal Decreto “Cura Italia”.

Speciale congedo per figli/e con handicap grave riconosciuto

Si tratta di un congedo straordinario per un massimo di 15 giorni, usufruibili alternativamente dai genitori, dal 5 marzo al 3 aprile, destinato ai nuclei familiari che non godono di altre misure di sostegno al reddito. Possono accedere al beneficio anche i genitori di figli/e adottivi, nonché nei casi di affidamento e collocamento temporaneo di minori.

I genitori dipendenti del settore privato possono richiedere il congedo speciale per figli/e con handicap in situazione di gravità senza limiti di età, purché iscritti a scuole di ogni ordine grado o ospitati in centri diurni a carattere assistenziale. L’indennità, coperta da contribuzione figurativa, è pari al 50% della retribuzione.

In particolare, coloro i quali hanno presentato domanda di prolungamento del congedo parentale (art. 33 D.lgs. 151/2001) e, alla data del 5 marzo 2020, ne stanno già fruendo, non devono avanzare una nuova richiesta all’Inps, poiché i periodi saranno convertiti d’ufficio nello “speciale congedo”, con la relativa indennità.

Diversamente, i genitori di figli/e portatori di handicap grave di età superiore ai 12, non potendo beneficiare del prolungamento del congedo parentale, dovranno presentare formale richiesta, utilizzando le procedure telematiche del normale congedo parentale, disponibili dalla fine di marzo.

Per tutti gli altri nuclei familiari che volessero richiedere lo speciale congedo, in presenza di tutti i requisiti per l’accesso al congedo parentale, possono presentare richiesta all’Inps e al datore di lavoro, utilizzando il canale telematico già in uso per i congedi parentali.

Possono accedere al congedo speciale anche i genitori lavoratori iscritti in via esclusiva alla Gestione Separata, con figli in condizione di handicap grave, senza limiti di età. Per loro l’indennità è pari al 50 per cento del reddito giornaliero (1/365) e non è prevista la sussistenza del requisito di un minimo contributivo.

I genitori di figli fino ai 3 anni di età possono presentare domanda all’Inps utilizzando la procedura prevista per il normale congedo parentale. Per quelli con figli/e di età compresa tra 3 e i 12 anni, che già usufruiscono del congedo parentale prima del 5 marzo, la procedura telematica per l’inoltro della richiesta sarà disponibile a partire dalla fine di marzo, così come indicato da Inps.

I periodi di congedo parentale “ordinario” eventualmente già richiesti, anche se fruiti durante il periodo di sospensione dei servizi educativi per l’infanzia e delle attività didattiche nelle scuole, non potranno essere convertiti nel congedo COVID-19.

Per quanto riguarda i dipendenti pubblici, invece, non devono presentare domanda all'Inps, ma esclusivamente alla propria amministrazione pubblica, che sarà competente anche per il pagamento dell'indennità.

Anche per loro valgono le stesse regole e gli stessi requisiti previsti per i lavoratori del settore privato: Infatti, i congedi e permessi non sono fruibili in quelle famiglie in cui uno dei due genitori fruisce di misure di sostegno al reddito o di  bonus per i servizi di baby-sitting.

Bonus per i servizi di baby-sitting

In alternativa allo speciale congedo, i genitori di figli con handicap in situazione di gravità, a prescindere dall'età anagrafica, iscritti a scuole di ogni ordine e grado o ospitati in centri diurni assistenziali), possono chiedere un bonus di 600 euro per l'acquisto di servizi baby-sitting.

Le categorie che possono accedere al beneficio sono:

 lavoratori dipendenti del settore privato;

 lavoratori iscritti alla Gestione separata;

 lavoratori autonomi iscritti all’INPS;

 lavoratori autonomi non iscritti all’INPS (subordinatamente alla comunicazione da parte delle rispettive casse previdenziali).

L’importo del bonus è erogato tramite il libretto famiglia, secondo modalità che saranno rese disponibili dall'INPS nella prima settimana di aprile

Dipendenti Pubblici

Il bonus per servizi di baby-sitting spetta altresì ai lavoratori dipendenti del settore sanitario, pubblico e privato accreditato, appartenenti alle seguenti categorie:

 Medici

 Infermieri

 Tecnici di laboratorio biomedico

 Tecnici di radiologia medica

 Operatori sociosanitari

 al personale del comparto sicurezza, difesa e soccorso pubblico, impiegato per le esigenze connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19.

Per queste categorie di lavoratori il bonus:

 è erogato dall’INPS mediante il libretto famiglia, con riferimento alle prestazioni rese a decorrere dal 5 marzo per i periodi di sospensione delle attività didattiche

 l’importo complessivo spettante, in tali casi, può arrivare ad un massimo di 1.000 euro per nucleo familiare.

La richiesta di bonus per i figli portatori di handicap grave di 600 euro o 1000 euro, a seconda della categoria di appartenenza del lavoratore, potrà essere presentata entro la prima settimana di aprile, utilizzando la modulistica messa a disposizione dall’istituto.

Il bonus, anche in questo caso, essendo una misura alternativa allo speciale congedo, non spetta se l'altro genitore è disoccupato/non lavoratore o fruisca di strumenti di sostegno al reddito.

Può essere, invece cumulato nell'arco dello stesso mese con i giorni di permesso retribuito per legge 104/92 così come estesi dal DL 18/2020 (6 giorni + 12 giorni per i mesi di marzo e aprile) o con il prolungamento del congedo parentale per figli con disabilità grave (di cui all'articolo 33 del D.lgs. 151/2001).

Permessi legge 104/92

In riferimento ai permessi legati alla legge 104/92 è bene chiarire che non sono 12 giornate in più al mese, ma 12 giorni in totale per marzo e aprile in più ai tre già riconosciuti normalmente agli aventi diritto. I permessi sono, quindi, un totale di 18 giorni per i mesi di marzo e aprile 2020.

Pertanto, fermo restando i 3 giorni canonici di permesso da fruire nei mesi di marzo e aprile (3 e 3), gli altri giorni possono essere cumulati in un solo mese o distribuiti a piacimento in due mesi.

Come fare domanda

Il lavoratore già autorizzato ai permessi con validità comprensiva di marzo e aprile non è tenuto a presentare una nuova domanda all’istituto previdenziale. Il datore di lavoro deve considerare valida la certificazione.

Devono invece inoltrare domanda all’Inps:

 i lavoratori in mancanza di autorizzazione in corso di validità. In questi casi deve essere presentata domanda con le consuete modalità. Il provvedimento autorizzativo emesso dall’istituto dovrà essere considerato valido dal datore di lavoro per la concessione dei giorni.

 I lavoratori per i quali è previsto il pagamento diretto da parte dell’Inps (lavoratori agricoli e lavoratori dello spettacolo a tempo determinato), solo nel caso in cui non siano già stati autorizzati in precedenza e la certificazione comprenda i mesi di marzo e aprile.


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