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Infortuni mortali: ieri 3 vittime e un ferito grave

Infortuni mortali: ieri 3 vittime e un ferito grave

Inail, nel 2019, più di mille i decessi

Nella sola giornata di ieri, a tre giorni dalla diffusione dei dati Inail sugli infortuni e le malattie professionali, si sono verificati tre infortuni mortali e il ferimento grave di un altro lavoratore. Cambia il nome delle regioni, ma le modalità sono sempre le stesse: a Lucca, un imprenditore agricolo di 68 anni, è morto schiacciato da un muletto, che si è ribaltato; un secondo lavoratore è deceduto a Vallese di Oppeano, nel Veronese, cadendo da una scala precipitando per diversi metri; la terza vittima della giornata è un operaio edile al lavoro nei pressi dei binari della stazione centrale di Benevento, precipitato da un'impalcatura montata per la costruzione di un edificio. Infine, all'ospedale Niguarda di Milano, è ricoverato in gravissime condizioni un operaio di 45 anni, caduto dal tetto di una ditta di Novate Milanese. Nella caduta, l'uomo ha riportato un trauma toracico e un trauma cranico. 

Tutto è accaduto a pochi giorni dalla diffusione dei dati Inail, che fanno registrare invece un calo delle denunce di infortunio sul lavoro con esito mortale presentate all'Istituto entro dicembre 2019, pari a 1.089, 44 in meno rispetto alle 1.133 del 2018 (-3,9%). Un flessione, però, che l'Inail stesso ritiene "poco rassicurante", poiché, spiega, il dato 2018 rispetto a quello dello scorso anno, è influenzato dal verificarsi nel 2018 di un maggior numero di 'incidenti plurimi', ossia di eventi che causano la morte di almeno due lavoratori.

Tra gennaio e dicembre del 2018, infatti, gli incidenti plurimi sono stati 24 e hanno causato 82 vittime, quasi il doppio dei 44 lavoratori che hanno perso la vita nei 19 incidenti plurimi avvenuti nel 2019. Nel 2018, inoltre, circa la metà dei decessi in incidenti plurimi è avvenuta nel solo mese di agosto, funestato soprattutto dai due incidenti stradali occorsi in Puglia, a Lesina e Foggia, in cui hanno perso la vita 16 braccianti, e dal crollo del ponte Morandi a Genova, con 15 casi mortali denunciati all'Inail. Nell'agosto 2019, invece, non sono stati registrati eventi di uguale drammaticità.

Gli ultimi mesi del 2019 si sono contraddistinti, tuttavia, per alcuni drammatici eventi mortali che hanno coinvolto, a settembre, quattro lavoratori indiani caduti in una vasca per la raccolta dei liquami in Lombardia e, a novembre, quattro operai deceduti nell'esplosione di una fabbrica di fuochi d'artificio in Sicilia e altri tre travolti da un camion mentre erano impegnati in lavori di potatura in Puglia. 

"Nello stesso incidente è deceduto anche il conducente che ha perso il controllo dell'auto travolgendo il camion, fermo sul ciglio della strada, che ha a sua volta investito gli operai. Infine, sempre a novembre, due camionisti sono deceduti in uno scontro frontale nelle Marche", ricorda l'Inail. A livello nazionale, emerge una riduzione di 41 denunce per i casi mortali occorsi 'in itinere' (da 347 a 306) e di tre denunce per quelli avvenuti 'in occasione di lavoro' (da 786 a 783). Il decremento ha interessato solo la gestione industria e servizi, con 64 denunce mortali in meno (da 985 a 921), mentre l'agricoltura ha presentato 20 casi in più (da 131 a 151), e il Conto Stato lo stesso numero di decessi in entrambi i periodi (17).

Gli infortuni mortali sono diminuiti nel Nord-Ovest (da 305 a 289),  nel Nord-Est (da 273 a 251) e al Sud (da 258 a 233), mentre crescono nel Centro Italia (da 214 a 217 denunce) e, soprattutto, nelle Isole (da 83 a 99). A livello regionale, spiccano i decrementi rilevati in Liguria e Veneto (rispettivamente 20 e 17 decessi in meno) e gli aumenti in Sicilia (+16), nelle Marche e nella provincia autonoma di Bolzano (+11 per entrambe).

Se si osservano i dati relativi alla nazionalità, emerge come la riduzione delle morti sul lavoro riguardi solo i lavoratori italiani (da 952 a 884), che rappresentano l'81% del totale, e non anche i lavoratori di altre nazionalità Ue, per i quali si registrano 10 casi in più (da 51 a 61); lo stesso aumento si rileva tra gli eventi che hanno colpito gli extracomunitari: 14 casi in più (da 130 a 144).     

Il quadro sconfortante sulla insufficiente tutela della salute nei luoghi di lavoro è confermato dall'aumento delle denunce di malattia professionale protocollate dall'Inail nel 2019: 61.310, 1.725 in più rispetto al 2018 (+2,9%). Ad essere coinvolto sopratutto è il settore Industria e servizi (le cui denunce sono passate da 47.424 a 49.378, con un incremento percentuale di 4,1%); in leggera flessione, invece, le patologie rilevate in Agricoltura, da 11.491 a 11.294 (-1,7%), e nel Conto Stato, da 670 a 638 (-4,8%).

A livello territoriale, l'aumento ha riguardato il Nord-Est (+2,0%), il Centro (+2,4%), il Sud (+2,9%) e le Isole (+11,1%). Il Nord-Ovest, invece, si distingue per un calo dell'1,4%. In ottica di genere, le denunce di malattia professionale sono state 648 in più per le lavoratrici, da 16.006 a 16.654 (+4,0%), e 1.077 in più per i lavoratori, da 43.579 a 44.656 (+2,5%). In crescita sia le denunce dei lavoratori italiani (pari al 93% del totale), che sono passate da 55.659 a 56.993 (+2,4%), sia quelle dei lavoratori provenienti da paesi UE, da 1.246 a 1.452 (+16,5%), ed extracomunitari, da 2.680 a 2.865 (+6,9%).

Le patologie del sistema osteo-muscolare e del tessuto connettivo (38.492 casi), del sistema nervoso (6.678, con una prevalenza della sindrome del tunnel carpale) e dell'orecchio (4.311) continuano a rappresentare, anche nel 2019, le prime tre malattie professionali denunciate, seguite da quelle del sistema respiratorio (2.809) e dai tumori (2.458). Queste cinque malattie rappresentano quasi il 90% del totale dei casi denunciati all'Inail. Sono state inoltre protocollate da Inail 466 denunce di malattie professionali legate ai disturbi psichici e comportamentali e 407 per quelle della cute e del tessuto sottocutaneo. I casi di patologie del sistema circolatorio sono invece 249.



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