rss

 

Cumulo pensione con redditi da lavoro autonomo
/ Categorie: Previdenza, Home, IncaMondo

Cumulo pensione con redditi da lavoro autonomo

Dichiarazione reddituale ad Inps entro il 2 dicembre

I titolari di pensione, con decorrenza compresa entro il 2018, soggetti al divieto di cumulo parziale dell’assegno con i redditi da lavoro autonomo, sono tenuti a dichiarare entro il 2 dicembre 2019 i redditi da lavoro autonomo conseguiti nel 2018. Lo comunica Inps nel messaggio n. 4430 del 27 novembre. 

Sono esclusi dall'obbligo di presentazione della dichiarazione dei redditi, in quanto non soggetti al divieto di cumulo della pensione con i redditi da lavoro autonomo:

- i titolari di pensione e assegno di invalidità avente decorrenza compresa entro il 31 dicembre 1994;

- i titolari di pensione di vecchiaia, in quanto l’articolo 72 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, stabilisce che dal 1° gennaio 2001 le pensioni di vecchiaia a carico dell’assicurazione generale obbligatoria dei lavoratori dipendenti e delle forme di previdenza esonerative, esclusive, sostitutive della medesima e delle gestioni previdenziali dei lavoratori autonomi sono interamente cumulabili con i redditi da lavoro autonomo, indipendentemente dall’anzianità contributiva utilizzata per il riconoscimento e la liquidazione della prestazione;

- i titolari di pensione di vecchiaia liquidata nel sistema contributivo, in quanto dal 1° gennaio 2009 tale pensione è totalmente cumulabile con i redditi da lavoro, per effetto dell’articolo 19 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito dalla legge 6 agosto 2008, n. 133;

- i titolari di pensione di anzianità e di trattamento di prepensionamento a carico dell’assicurazione generale obbligatoria e delle forme sostitutive ed esclusive della medesima, in quanto dal 1° gennaio 2009 tali prestazioni sono totalmente cumulabili con i redditi da lavoro (cfr. la circolare n. 108 del 9 dicembre 2008, par. 2);

- i titolari di pensione o assegno di invalidità a carico dell’assicurazione generale obbligatoria dei lavoratori dipendenti, delle forme di previdenza esonerative, esclusive, sostitutive della medesima, delle gestioni previdenziali dei lavoratori autonomi con un’anzianità contributiva pari o superiore a 40 anni (cfr. la circolare n. 20 del 26 gennaio 2001). L’Inps precisa che ai fini dei 40 anni è utile anche la contribuzione relativa a periodi successivi alla decorrenza della pensione, purché già utilizzata per la liquidazione di supplementi.

I redditi da lavoro autonomo devono essere dichiarati al netto dei contributi previdenziali e assistenziali e al lordo delle ritenute erariali. Il reddito d'impresa deve essere dichiarato al netto anche delle eventuali perdite deducibili imputabili all'anno di riferimento del reddito.

Per l’adempimento, l’interessato, una volta autenticatosi con PIN dispositivo sul sito www.inps.it, può accedere all’elenco “Tutti i servizi” e selezionare la voce “Dichiarazione Reddituale – Red Semplificato” (per la dichiarazione RED). Nel successivo pannello occorre scegliere la Campagna di riferimento: 2019 (dichiarazione redditi per l’anno 2018).

I cittadini muniti di PIN dispositivo potranno rendere la dichiarazione reddituale anche attraverso il Contact Center Multicanale, raggiungibile al numero 803 164 (gratuito da rete fissa) e al numero 06 164 164 (da rete mobile con costi variabili in base al piano tariffario del proprio gestore telefonico).

Il servizio è attivo dal lunedì al venerdì, dalle ore 8 alle ore 20 ed il sabato dalle ore 8 alle ore 14 (ora italiana). Il Contact Center Multicanale fornisce, inoltre, assistenza agli utenti che intendano compilare la dichiarazione in autonomia attraverso il servizio disponibile sul portale istituzionale www.inps.it.

Chi non provvede alla presentazione reddituale è soggetto a sanzione pecuniaria in favore dell’Ente previdenziale di appartenenza, pari all'importo annuo della pensione percepita. Tale somma sarà prelevata dall'Ente previdenziale competente sulle rate di pensione dovute al trasgressore.

Gli interessati che svolgono nel corrente anno attività di lavoro autonomo sono inoltre tenuti a comunicare il reddito che prevedono di conseguire nel corso del 2019. Le trattenute, che verranno operate sulla pensione “a preventivo” saranno conguagliate sulla base della dichiarazione dei redditi 2019, resa a consuntivo nell’anno 2020.   

Il divieto di cumulo pensione/redditi da lavoro opera anche sui trattamenti pensionistici di inabilità degli iscritti alla Gestione dipendenti pubblici. Tali fattispecie si configurano nei trattamenti pensionistici privilegiati (indistintamente per tutti i dipendenti della pubblica amministrazione), nonché in quelli derivanti da dispensa dal servizio per inabilità assoluta e permanente a qualsiasi proficuo lavoro o quella relativa alle mansioni (articolo 13 della legge 8 agosto 1991, n. 274, ovvero articolo 27 della legge 29 aprile 1976, n. 177, per i dipendenti civili dello Stato).

Tuttavia, tale divieto non opera nei confronti dei trattamenti privilegiati erogati agli appartenenti al comparto difesa e sicurezza che transitano all’impiego civile nella pubblica amministrazione, per inidoneità al servizio militare o d’istituto.

A tale riguardo, l’Inps precisa: “Il trattamento pensionistico di inabilità (avente decorrenza dal 1° gennaio 2001) è regolato, ai fini del regime di cumulo, dall’articolo 72, comma 2, della legge 23 dicembre 2000, n. 388 (legge finanziaria 2001), che, a decorrere dall’entrata in vigore della stessa, prevede che le quote di pensioni dirette di anzianità, di invalidità e degli assegni diretti di invalidità a carico dell’assicurazione generale obbligatoria e delle forme sostitutive, esclusive ed esonerative della medesima, eccedenti l’ammontare del trattamento minimo del Fondo pensioni lavoratori dipendenti, sono cumulabili con i redditi da lavoro autonomo nella misura del 70% e sono cumulabili nella misura del 50 % con i redditi da lavoro dipendente; nel caso di reddito da lavoro autonomo le relative trattenute non possono, in ogni caso, superare il valore pari al 30% dei predetti redditi”.



Articolo Precedente Pensioni. Cgil, Ocse conferma necessità riforme per i giovani
Articolo Successivo Disciplina licenziamenti collettivi nel Jobs act
Stampa

Nome:
Posta elettronica:
Oggetto:
Messaggio:
x