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Fondi pensione: in aumento gli iscritti (+4,9%)
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Fondi pensione: in aumento gli iscritti (+4,9%)

Ghiselli (Cgil), relazione Covip interessante e condivisibile

Alla fine del 2018, il totale degli iscritti alla previdenza complementare è pari a circa 7,9 milioni, in crescita del 4,9% rispetto all'anno precedente, per un tasso di copertura del 30,2% sul totale delle forze di lavoro. E’ quanto emerge dalla Relazione annuale sull'attività svolta nel 2018 dalla Covip - Commissione di vigilanza sui fondi pensione diffusa oggi dal presidente, Mario Padula.

Le posizioni in essere sono di 8,7 milioni (inclusive di posizioni doppie o multiple, che fanno capo allo stesso iscritto). Di questi, gli iscritti ai Pip (Piani Individuali Pensionistici) nuovi si attestano a 3,1 milioni (+5,4% rispetto al 2017), 3 milioni quelli ai fondi negoziali (+6,8%, con una crescita determinata principalmente dalle nuove adesioni contrattuali), oltre 1,4 milioni quelli ai fondi aperti (+6,4%) e poco più di 600.000 quelli ai fondi preesistenti.

Gli uomini sono il 61,9% degli iscritti alla previdenza complementare (il 73,1% nei fondi negoziali), nel solco di quel gender gap che si è già manifestato negli anni scorsi. Si conferma anche un gap generazionale: la distribuzione per età vede la prevalenza delle classi intermedie e più prossime all'età di pensionamento: il 54,7% degli iscritti ha età compresa tra 35 e 54 anni, il 27,6% ha almeno 55 anni. Quanto all'area geografica, la maggior parte degli iscritti risiede nelle regioni del Nord (56,8%).

A fine 2018, le risorse accumulate dalle forme pensionistiche complementari si attestano a 167 miliardi di euro, in aumento del 3% rispetto all'anno precedente: un ammontare pari al 9,5% del pil e al 4% delle attività finanziarie delle famiglie italiane. I contributi incassati nell'anno sono pari a 16,3 miliardi di euro: tra questi 5,1 miliardi ai fondi negoziali (+5,7%), 2 miliardi ai fondi aperti (+6,9%), 4,3 miliardi ai Pip nuovi (+5,1) e 4,6 miliardi ai fondi preesistenti. I contributi per singolo iscritto ammontano mediamente a 2.630 euro nell'arco dell'anno. Il 25% del totale degli iscritti alla previdenza complementare (circa 2 milioni) non ha effettuato contribuzioni nel 2018. Circa il 60% di essi (1,2 milioni di iscritti) non versa contributi da almeno tre anni.

Le voci di uscita per la gestione previdenziale ammontano a 8,6 miliardi di euro. Le prestazioni pensionistiche sono state erogate in capitale per 3,4 miliardi di euro e in rendita per circa 700 milioni di euro. I riscatti sono pari a 2,2 miliardi di euro, più o meno quanto le anticipazioni (quasi 2,2 miliardi di euro), nella gran parte non connessa a cause specifiche (ossia a cause diverse dalle spese sanitarie o per acquisto o ristrutturazione della prima casa). Marginale l'erogazione delle prime rendite integrative temporanee anticipate (Rita): circa 81 milioni di euro.  

Per la Cgil la relazione annuale Covip illustra alcuni aspetti interessanti e condivisibili. Secondo il segretario confederale Roberto Ghiselli occorre “garantire una sostenibilità sociale, e non solo economica del nostro sistema previdenziale; garantire anche in futuro una gestione oculata ed efficace dei Fondi di previdenza negoziali e ampliare le loro adesioni soprattutto a giovani, donne, lavoratori delle piccole imprese, attraverso una rete territoriale animata dalle parti sociali".


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