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Malattie professionali

I rischi lavorativi nelle attività di saldatura

L’Ultima newsletter della consulenza medico legale di Inca (n. 8/2019), a cura di Marco Bottazzi, si occupa delle principali sostanze pericolose per la salute e disturbi correlati, cui sono esposti i lavoratori addetti alle saldature,  ovvero ai processi di unione,  separazione o rivestimento di materiali di base metallici o termoplastici sotto l'azione del calore o della pressione.  

Di seguito alcuni stralci della newsletter. 

A seconda del procedimento utilizzato, durante la saldatura si liberano fumi, polveri, vapori e gas contenenti diverse sostanze. Complessivamente nei fumi e nei gas si trovano circa 40 sostanze chimiche.

Gas e vapori originano dai gas combustibili e protettivi, dall'aria, dai materiali di rivesti-mento o dalle impurità. Esempi di sostanze nocive gassose:

·       Acetilene (C2H2):è utilizzato soprattutto nella saldatura a gas (autogena od ossiacetilenica).

·       Ozono (O3):si forma a partire dall'ossigeno presente nell'aria (O2) con la radiazione UV dell'arco elettrico e della fiamma di saldatura; è presente nei procedimenti a bassa emissione difumi (TIG).

·       Monossido di carbonio (CO):si forma per riduzione del CO2utilizzato come gas protettivo nella saldatura MAG.
·       Ossidi di azoto (= gas nitrosi, NOx): si formano dall'ossidazione dell'azoto nell'aria in presenza di una fiamma aperta. 
·       Fosgene (COCl2):si forma dall'interazione tra idrocarburi clorurati e i raggi UV della fiamma di saldatura. Gli idrocarburi clorurati sono solventi impiegati per lo sgrassaggio dei pezzi in lavorazione. 
·       Aldeidi.

Polveri e fumi di saldatura originano per il 95% dai materiali di apporto e di consumo (elettrodi a filo o a bacchetta, leghe per brasatura, polvere per saldatura, fondenti, ecc.) e per il restante 5% dal materiale di base. I fumi metallici si formano da un lato per condensazione e ossidazione della fase vapore dei metalli, dall'altro per combustione incompleta di sostanze organiche come i materiali di apporto o i rivestimenti. Oltre gli ossidi metallici si formano anche fluoruri metallici e clorurimetallici.

Il carico delle polveri nella saldatura dipende da fattori specifici per procedimento e materiale: la saldatura ad arco con elettrodo rivestito mostra il più alto tasso di emissione di tutti i pro-cedimenti di saldatura, la saldatura TIG e quella al plasma mostrano il livello più basso di liberazione di fumi.

Le singole particelle nella saldatura, nel taglio e nella brasatura hanno in genere un diametro da 0.01 a 1 μm e pertanto possono raggiungere gli alveoli (frazione alveolare della polvere: avente per il 50% un taglio dimensionale di 4 μm[EN 481]). I saldatori, rispetto ad altri gruppi professionali, sono più fortemente esposti a tali particelle, in particolare quelle con diametro <0,1 μm (particelle ultrafini). Le particelle, solitamente, sono più piccole nei lavori di saldatura rispetto a quelli di taglio. Un'eccezione è rappresentata dai procedimenti di taglio con laser nei quali si formano soprattutto particelle ultrafini. Una piccola parte dei fumi di saldatura è composta, in forma agglomerata,8dalla frazione di polvere inalabile (avente per il 50% un taglio dimensionale di 100 μm). Gli agglomerati di particelle più grandi si formano nella saldatura e spruzzatura termica.

Alluminio

Gli ossidi di alluminio si formano nei processi di saldatura di materiali di base e di apporto contenenti alluminio. Dopo un'esposizione a concentrazioni elevate per molti mesi o anni a fumi di saldatura contenenti alluminio si può sviluppare una pneumoconiosi (detta alluminosi) senza partecipazione dei linfonodi e senza formazione di granulomi. L'alluminosi colpisce soprattutto i campi polmonari superiori e medi. Per la diagnosi precoce dell'alluminosi si ricorre alla HRCT, in quanto gli esami radiologici convenzionali permettono di evidenziare solo alterazioni avanzate. Nelle sperimentazioni sugli animali l'alluminio si è dimostrato neurotossico, portando alla deposizione dei cosiddetti «neurofibrillary tangles» nei neuroni. Questi ammassi neuro fibrillari di proteina tau compaiono anche nella malattia di Alzheimer. Non esistono tuttavia evidenze riguardo al ruolo causale dell'alluminio in questa forma di demenza]. Sembra invece esserci una relazione tra valori elevati di alluminio nell'urina e disturbi cognitivi.. Dato che l'alluminio ha un'emivita nel corpo dell'ordine di mesi e anni, il modo migliore per valutare l'esposizione interna per i lavoratori è con la determinazione dell'alluminio nell'urina nell'ambito del monitoraggio biologico.


Piombo 

Un tempo si utilizzavano vernici e lacche contenenti piombo, oggi proibite. Per contro, nella brasatura vengono ancora in parte utilizzate leghe contenenti piombo. L'inalazione di fumi di piombo causa disturbi in diversi sistemi organici. Se viene colpito il sistema nervoso centrale, si possono manifestare i sintomi di una sindrome neurastenica identificabili in debolezza, affaticamento, problemi di concentrazione, ecc. In questo caso, tuttavia, sono necessarie esposizioni elevate per tempi lunghi che oggi non si verificano praticamente più, soprattutto nella saldatura. Se perdura l'esposizione possono comparire anche disturbi al sistema nervoso periferico. Un esempio noto di questa intossicazione è la mano cadente nel saturnismo. Altri quadri clinici sono le anemie con colorazione basofila degli eritrociti, altera-zioni del metabolismo delle porfirine con aumento di acido delta-aminolevulinico e coproporfirina nell'urina o alterazioni funzionali tubulari renali con microproteinuria e alterazioni del sistema riproduttivi.

Il modo migliore per valutare l'esposizione al piombo per i saldatori è con la determinazione dei livelli di piombo nel sangue, tenendo presente che per le donne in età fertile vanno applicati valori inferiori rispetto a quelli per gli uomini e per le donne più anziane.

Cadmio 

Un tempo il cadmio era un componente di alcune leghe per la brasatura, vernici e lacche; oggi le esposizioni al cadmio si possono verificare durante la saldatura e il taglio di materiali con placcature superficiali al cadmio. La tossicità dipende dal tipo di composto del cadmio. Il cloruro, l'ossido e il carbonato di cadmio sono più tossici del solfuro di cadmio. Un'esposizione ai fumi di cadmio nella saldatura può causare febbre da inalazione di fumi metallici e irritazioni polmonari a decorso grave con edema. In caso di esposizione al cadmio di lunga durata si possono sviluppare riniti atrofiche e lesioni polmonari ostruttive. Il cadmio può inoltre alterare la funzione tubulare.

Dato che il cadmio viene assorbito dalla pelle, è opportuno considerare un monitoraggio biologico con determinazione del cadmio nell'urina.

Cromo Dal punto di vista di medicina del lavoro sono rilevanti i composti di cromo trivalente ed esavalente; il cromo metallico è difficilmente solubile e biologicamente inattivo. Nei fumi di saldatura sono presenti composti di cromo trivalente Cr (III), soprattutto nei procedimenti MAG con fili alto legati. I composti di cromo trivalente sono corrosivi e possono causare ulcerazioni croniche del setto nasale e della cute; possono inoltre scatenare reazioni cutanee allergiche di tipo IV o asma (fatta eccezione per l'ossido di Cr (III) e i composti Cr (III) difficilmente solubili). I più importanti composti di cromo esavalente Cr (VI)nella saldatura sono il triossido di cromo CrO3e i cromati CrO42-. I cromati si sviluppano soprattutto nella saldatura manuale ad arco con elettrodo rivestito degli acciai alto legati al cromo-nichel e nella saldatura in atmosfera protettiva con fili alto legati [DGUV]. Nel taglio al plasma ad aria compressa, nel taglio laser di acciai alto legati al cromo-nichel e nella spruzzatura termica con additivi ad alto con-tenuto di cromo si forma soprattutto triossido di cromo. I composti Cr (VI) sono sensibilizzanti e penetrano attraverso la cute (ad eccezione del cromato di bario e di piombo). Tenuto conto della possibilità di assorbimento dei composti Cr(VI) attraverso la pelle e l'apparato digerente si raccomanda un monitoraggio biologico in aggiunta alle misurazioni delle concentrazioni.

I composti del cromo sei aumentano il rischio di cancro del polmone e di cancro delle cavità nasali e dei seni paranasali, come osservato in particolare nei lavoratori addetti alla galvanizzazione e alla cromatura, nonché alla produzione di cromati e pigmenti cromati.

Cobalto

Il cobalto è utilizzato come legante nella matrice dei metalli duri. Nella produzione e lavorazione dei metalli duri si possono riscontrare casi di edemi polmonari, le alveoliti fibrosanti e fibrosi polmonare, non però nella saldatura. Il cobalto e i suoi composti sono sensibilizzanti e possono causare eczemi allergici da contatto, orticaria e asma. Nella sperimentazione sui roditori il cobalto ha provocato il cancro. Il cobalto è inoltre una sostanza di cui si presume una tossicità per la riproduzione Dato che i composti di cobalto solubile e probabilmente anche il cobalto metallico possono essere assorbiti dalla pelle, si raccomanda un monitoraggio biologico in aggiunta al monitoraggio dell'aria.


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