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Fermiamo le morti sul lavoro

Fermiamo le morti sul lavoro

Presidio oggi a Milano di Cgil, Cisl e Uil

Presidio oggi a Milano di Cgil, Cisl e UIl: 21 le vittime nel primo bimestre, crescono le denunce di infortuni e malattie professionali. "Il governo - dicono i sindacati - taglia i premi Inail, le istituzioni regionali non danno risposte: adesso basta"

Ancora tanti morti sul lavoro in Lombardia (a fine febbraio erano 21, solo uno in meno del 2018), mentre crescono le denunce di infortunio e di malattia professionale. Una situazione insopportabile per sindacati e lavoratori, che manifestano oggi (mercoledì 17 aprile) a Milano, con un presidio alle ore 9.30 presso Palazzo Lombardia (sede della Regione). “Fermiamo le morti sul lavoro”: questo lo slogan dell’iniziativa organizzata da Cgil, Cisl e Uil della Lombardia. “Scendiamo in piazza – spiegano i sindacati – contro le decisioni del governo che, per tagliare il costo del lavoro, ha ridotto i premi Inail, quindi le rendite e gli indennizzi per infortuni e malattie professionali, e per denunciare che la risposta delle istituzioni lombarde è lenta e insufficiente”.

“Gli incidenti mortali rilevati dall'Inail a fine febbraio, avvenuti sul luogo di lavoro e in itinere, sono stati ben 21”, sottolineano i sindacati, ricordando che “a oggi, le Agenzie di tutela della salute (Ats) ne registrano 13 avvenuti sul luogo di lavoro”. Il primo bimestre del 2019 segnala un ulteriore aumento di incidenti sul lavoro e malattie professionali: le denunce di infortunio all'Inail sono state 19.011, in crescita del 4,4 per cento sul 2018; balzo in avanti, soprattutto tra le lavoratrici, anche per le malattie professionali: +16 per cento rispetto a gennaio-febbraio dell’anno precedente. Cgil, Cisl e Uil spiegano di aver inviato una richiesta urgente di incontro alla Regione Lombardia, in occasione del presidio, per presentare “alcune proposte: rafforzare il piano straordinario dei controlli, approvato nel 2018, attraverso una rimodulazione che preveda l'impiego di ulteriori risorse incassate dalle Ats per le sanzioni applicate nel 2018; aggiornare il piano regionale amianto; definire il piano straordinario 2019-2023, potenziando le politiche di prevenzione e di tutela della salute nel lavoro”.

Particolarmente attivi in questa battaglia per la salute e la sicurezza sono Cgil, Cisl e Uil di Monza e Brianza. Oltre alla partecipazione al presidio odierno, i sindacati territoriali hanno programmato alcune iniziative unitarie: si inizia con la festa del Primo maggio, che in Brianza sarà dedicata alla sicurezza negli ambienti lavorativi; si continua lunedì 20 maggio con l’Attivo unitario dei Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza; si chiude venerdì 7 giugno con la “marcia degli Rsl” della Brianza. “Negli anni precedenti – spiegano i sindacati – l'andamento infortunistico ha indicato il nostro territorio come uno tra i più sicuri della Lombardia. Purtroppo, i drammatici recenti episodi rappresentano il pericolo di un'inversione di rotta che ci impone di alzare la guardia e prendere le dovute precauzioni”.

L’andamento infortunistico è legato alle ore lavorate, e un’eventuale ripresa economica rischia di produrre “effetti indesiderati”. Cgil, Cisl e Uil della Brianza vogliono dunque essere protagoniste di una nuova stagione di sviluppo del territorio, “senza assistere a un nuovo aumento degli infortuni e a una diffusione di nuove malattie professionali”. In tema di prevenzione, i sindacati ribadiscono come il decreto legislativo 81/2008 “rappresenti il primo strumento di riferimento, anche se tuttora necessita di diversi decreti attuativi per essere operativo. Molto si può comunque fare attraverso la contrattazione collettiva e tramite gli accordi di categoria”. Inoltre, le tre sigle ricordano come “insieme alle parti datoriali sia necessario coinvolgere i lavoratori per una maggiore consapevolezza dei rischi che corrono nelle aziende”. I sindacati, infine, ritengono importante la collaborazione delle istituzioni: “Fondamentali sono, ad esempio, gli accordi con i Comuni per i sopralluoghi dei Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza territoriale nei cantieri. Alla Prefettura, infine, si chiede anche di avere un ruolo propositivo e che favorisca tali accordi per agevolare il lavoro degli enti ispettivi”.
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