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Pensioni: periodi scoperti da contribuzione
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Pensioni: periodi scoperti da contribuzione

Inps, nuove istruzioni per le domande di riscatto

Con la circolare n. 36 del 5 marzo scorso, l'Inps fornisce nuove istruzioni per la presentazione delle domande di riscatto di periodi non coperti da contribuzione, ricordando che questa opportunità è prevista dal decreto legge n. 4 del 28 gennaio 2019, che l'ha introdotta in via sperimentale per il triennio 2019-2021. 

Questa nuova possibilità è riconosciuta agli iscritti all’Assicurazione Generale Obbligatoria per l’invalidità e la vecchiaia, ai superstiti dei lavoratori dipendenti e alle forme sostitutive ed esclusive della medesima, nonché alle gestioni speciali dei lavoratori autonomi, e alla Gestione Separata. 

Possono esercitare la facoltà di riscatto gli iscritti all’assicurazione generale obbligatoria per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti dei lavoratori dipendenti ed alle forme sostitutive ed esclusive della medesima, nonché alle gestioni speciali dei lavoratori autonomi, e alla Gestione separata, privi di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995 e non già titolari di pensione.

Potranno quindi beneficiare del riscatto i soli lavoratori privi di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995, che si iscrivano a forme pensionistiche obbligatorie a partire dal 1° gennaio 1996. A tal fine, si avrà riguardo a qualsiasi tipologia di contribuzione (obbligatoria, figurativa, da riscatto) accreditata anteriormente al 1° gennaio 1996 in qualsiasi gestione pensionistica obbligatoria (comprese le Casse per i liberi professionisti) o acquisita nel regime previdenziale dell’Unione Europea o nei singoli regimi previdenziali dei vari Stati membri o Paesi convenzionati. 

Ulteriore condizione per il riscatto è che il beneficiario non sia già titolare di un trattamento pensionistico diretto, in qualsiasi gestione pensionistica obbligatoria. L’avvenuta liquidazione della pensione quindi preclude l’esercizio della facoltà di riscatto, spiega l'Inps. Proprio per questa ragione, la decorrenza della pensione, che verrà liquidata con l’apporto dei periodi assicurativi riscattati, ancorché non determinanti per il conseguimento del diritto alla pensione stessa, non può essere anteriore alla data di presentazione della domanda di riscatto.

Il periodo scoperto di contribuzione, di cui si chiede il riscatto è fissato nella misura massima di cinque anni, anche non continuativi e deve collocarsi in epoca successiva al 31 dicembre 1995,  compreso tra la data del primo e dell’ultimo contributo comunque accreditato (obbligatorio, figurativo, da riscatto). I periodi da ammettere a riscatto devono comunque essere precedenti al 29 gennaio 2019, data di entrata in vigore del decreto.

Per individuare il primo e l’ultimo contributo, l'Inps prenderà a riferimento le sole gestioni previdenziali indicate nella norma, ossia l’assicurazione generale obbligatoria per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti dei lavoratori dipendenti e le forme sostitutive ed esclusive della medesima, nonché le gestioni speciali dei lavoratori autonomi e la Gestione separata. Sono escluse, pertanto, le Casse per i liberi professionisti o gli ordinamenti previdenziali di Stati esteri.

Non è richiesto che il primo e l’ultimo contributo, tra cui collocare il periodo da riscattare, siano versati o accreditati nella stessa gestione in cui si intenda fare domanda di riscatto. Pertanto, qualora l’interessato, al momendo della presentazione della richiesta, risulti titolare di posizione assicurativa in più regimi previdenziali innanzi richiamati, la facoltà potrà essere esercitata in uno qualsiasi di essi, sempreché risultino soddisfatti gli ulteriori requisiti di legge.

Il periodo da ammettere a riscatto non deve essere coperto da contribuzione obbligatoria, figurativa, volontaria o da riscatto, non solo presso il Fondo cui è diretta la domanda stessa, ma anche in qualsiasi forma di previdenza obbligatoria (comprese le Casse per i liberi professionisti e il regime previdenziale dell’Unione Europea o i singoli regimi previdenziali dei vari Stati membri o Paesi convenzionati).

Infine, sono riscattabili soltanto i periodi non soggetti a obbligo contributivo. Ne consegue che la facoltà di riscatto non potrà essere esercitata per recuperare periodi di svolgimento di attività lavorativa con obbligo del versamento contributivo, per i quali, invece, potranno essere attivati gli istituti già previsti nelle singole gestioni previdenziali, quali la regolarizzazione contributiva o, in caso di maturazione della prescrizione dei contributi, la costituzione di rendita vitalizia ai sensi dell’articolo 13 della legge 12 agosto 1962, n. 1338. L’anzianità contributiva acquisita per effetto del riscatto, influisce sia per il conseguimento del diritto a pensione sia per la determinazione della relativa misura e i periodi riscattati saranno necessariamente valutati secondo il “sistema contributivo”.

L'Inps fa sapere che l’onere di riscatto può essere versato in unica soluzione ovvero in un massimo di 60 rate mensili, ciascuna di importo non inferiore a 30 euro, senza applicazione di interessi. La rateizzazione, tuttavia, non può essere concessa nei casi in cui i contributi da riscatto debbano essere utilizzati per la immediata liquidazione di una pensione diretta o indiretta o nel caso in cui gli stessi siano determinanti per l’accoglimento di una domanda di autorizzazione ai versamenti volontari. In tutti questi casi, la somma dovuta e non ancora pagata dovrà essere versata in unica soluzione. In caso di interruzione del versamento dell’onere, sarà riconosciuto l’accredito di un periodo contributivo di durata corrispondente all’importo versato.

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