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Il linfoma non-Hodking e esposizione a glifosato

L’Ultimo numero della newsletter medico legale di Inca, a cura di Marco Bottazzi, fa una sintesi di uno studio pubblicato lo scorso dieci febbraio sul tema della associazione fra esposizione professionale a glifosato e insorgenza di linfoma non-Hodking.

Il glifosato è l'erbicida sistemico ad ampio spettro più utilizzato al mondo e maggiormente prodotto in termini di volumi. Viene utilizzato in oltre 750 prodotti diversi in agricoltura, silvicoltura, in ambito urbano ed in ambito domestico. Il suo utilizzo è decisamente aumentato a seguito dello sviluppo di varietà di cultura geneticamente modificate resistenti al glifosato.

Il potenziale carcinogenico degli erbicidi a base di glifosato (GBH) è stato oggetto di valutazione da parte di varie agenzie regionali, nazionali e internazionali. La IARC ha valutato il glifosato nell’ambito della monografia numero 112 del 2017 “Some Organophosphate Insecticides and Herbicides. Il gruppo di lavoro formato da esperti di 11 paesi ha ritenuto che si disponesse di indicazioni limitate in tema di cancerogenicità del glifosato nell’uomo. Studi caso-controllo di esposti professionali negli Stati Uniti, in Canada ed in Svezia avevano rilevato un aumento del rischio di linfomi non-Hodgkin. La coorte AHS  (Agric Health Study) non metteva, invece, in evidenza un aumento significativo del rischio di linfoma non-Hodgkin.

Sulla base dei diversi studi disponibili la IARC ha classificato il glifosato come  “probabilmente cancerogeno per l’uomo Gruppo 2A”, rilevando una associazione positiva con il linfoma non-Hodgkin.

Uno studio pubblicato nei giorni scorsi sulla rivista americana Mutation Research conclude per una associazione positiva fra esposizione a glifosato e insorgenza di linfomi non-hodgkin. L'indagine, condotta da diverse Università americane, ha indagato se esistesse un'associazione tra elevate esposizioni cumulative a GBH (glifosato) e aumento del rischio di linfoma non-Hodgkin (NHL) negli esseri umani. E’ stata condotta una nuova meta-analisi che includeva l'ultimo aggiornamento della coorte dell'Agric Health Study (AHS) pubblicato nel 2018 insieme a cinque studi caso-controllo. 

Il rischio meta-relativo (meta-RR) degli individui esposti a NHL è stato aumentato del 41% (meta-RR = 1.41, IC al 95%, intervallo di confidenza: 1,13-1,75).  Test di sensibilità multipli condotti per valutare la validità dei risultati della meta-analisi non hanno rivelato differenze significative rispetto al meta-RR stimato primario.

Nello studio a supporto dei risultati sull’uomo vengono riportati i dati di incidenza di linfoma maligno nei topi trattati con glifosato puro e l'esposizione potenziale a GBH, che determina quelle alterazioni genetiche comunemente associate con NHL. Complessivamente, sulla base dell'evidenza sperimentale degli studi sugli animali e della meta-analisi degli studi epidemiologici umani gli Autori concludono per un collegamento fra esposizione a GBHS e aumento del rischio per il NHL.


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