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Pensioni. Cgil, Quota100 non smantella la Fornero
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Pensioni. Cgil, Quota100 non smantella la Fornero

Ghiselli, i più deboli restano esclusi

Quota cento “non è assolutamente la morte della legge Fornero”. E’ quanto afferma Roberto Ghiselli, segretario confederale Cgil in una intervista pubblicata oggi su La Repubblica, a cura di Paolo Griseri, nella quale sottolinea come, invece, tale decreto “serve a modificarla in modo temporaneo lasciandone invariato l’impianto”. “Anche sul reddito di cittadinanza non ci siamo – aggiunge -: è una elargizione che non ha rapporto con le politiche sociali”.

Su quota cento, Ghiselli afferma: “Si tratta più di un’operazione di facciata che di sostanza. Diciamolo: al contrario delle promesse elettorali, la legge Fornero sopravvive”. Secondo il sindacalista, che indica quattro punti critici, "Quota cento nei fatti non è Quota cento perché ha il vincolo dei 38 anni di contributi: chi non li ha, deve comunque aspettare la pensione di vecchiaia. E questo ha conseguenze gravi, perché esclude dal provvedimento i lavoratori più deboli, che hanno meno contributi, e i giovani, che sono sempre più precari”… per poi precisare che i 38 anni di anzianità contributiva ce l’hanno “chi lavora nelle grandi aziende e i dipendenti del pubblico impiego. Non ce l’hanno invece intere categorie: gli edili, i dipendenti delle piccole imprese, chi lavora in agricoltura. E i ragazzi che verranno penalizzati anche da un altro meccanismo, quello che li esporrà al rischio di “andare in pensione oltre i 70 anni, altro che Quota cento”, chiosa Ghiselli.         


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