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Disabilità grave: congedo straordinario per assistenza

Disabilità grave: congedo straordinario per assistenza

Consulta, anche il figlio non convivente ne ha diritto

Il figlio di una persona gravemente disabile ha diritto al congedo straordinario per assicurare assistenza e cura al proprio genitore anche se non risulta convivente al momento della domanda. E’ quanto ha stabilito la Corte Costituzionale nella sentenza n. 232/18, pubblicata il 7 dicembre, con la quale ha dichiarato incostituzionale l’articolo 42, comma quinto, del decreto legislativo 151/01 nella parte in cui non prevede tale facoltà. Orientamento già espresso dalla Consulta una prima volta in un altro verdetto emesso nel 2013 (n.203).

La questione di legittimità costituzionale è stata sollevata nel corso di un giudizio instaurato da un agente penitenziario, che ha rivendicato il diritto a un periodo di congedo straordinario retribuito per l’assistenza al padre in condizioni di disabilità grave considerando illegittima la decisione dell’amministrazione, da cui dipendeva, di rigettare la domanda di congedo per la mancanza di una preesistente convivenza con la persona gravemente malata.

Per la Consulta il diniego si basa su una motivazione infondata poiché, spiega: “La scelta di porre la preesistente convivenza come prerequisito indispensabile per il godimento del beneficio rispecchierebbe, per un verso, una visione statica dell’assistenza familiare, limitata al solo nucleo convivente e, per altro verso, una visione statica e presuntiva dell’organizzazione familiare, che può rivelarsi incompatibile con la necessità di prendersi cura, dall’oggi al domani, di una persona divenuta gravemente disabile”(...) “vanificando la finalità del congedo straordinario”.

Respinta anche l’argomentazione dell’Avvocatura dello Stato, intervenuta in rappresentanza della Presidenza del Consiglio dei ministri, secondo la quale il lavoratore non avrebbe prodotto la documentazione sanitaria a supporto della condizione di disabilità grave del genitore. Per la Corte Costituzionale, ciò è sufficientemente provato dal fatto che il lavoratore godeva già dei permessi previsti dall’articolo 33, comma 3, della legge 104/92, “che presuppongono pur sempre, al pari del congedo straordinario, l’assistenza ad una persona con handicap in situazione di gravità”.


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