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Enti di Previdenza privati: Rapporto Adepp 2018
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Enti di Previdenza privati: Rapporto Adepp 2018

Crescono iscritti e redditi, ma restano gap di genere

Crescono gli iscritti, crescono i redditi, crescono i contributi, cresce il numero delle donne professioniste. A dirlo il report Adepp sugli enti di previdenza privati, giunto alla sua ottava edizione, che fotografa un sistema in netta evoluzione e che, dati alla mano, ricopre un ruolo sempre più importante nel Paese. Se da una parte, infatti, i lavoratori dipendenti sono in diminuzione, come certifica anche l'Istat, dall'altra sono proprio i liberi professionisti a portare a casa un segno più.

Dalle tabelle pubblicate sul report 2018, risulta evidente come il peso percentuale dei liberi professionisti sia aumentato, passando dai circa 5 punti percentuali del 2007 ai 6 punti percentuali del 2017. Sul fronte entrate contributive, da sottolineare che in 13 anni si registra l'81% in più, sfiorando nel 2017 i 10 miliardi di euro. E la platea degli iscritti Adepp invecchia. Il numero di iscritti 'under 40' è diminuito dal 41% del 2005 all'attuale 28,5%. Nello stesso arco temporale è aumentato il numero degli 'over 60', che è cresciuto dal 10% al 18%. Il numero dei nuovi iscritti è diminuito del 12% dal 2005 al 2017. 

Una situazione, secondo il Rapporto, dovuta a vari fattori. Sicuramente hanno influito le riforme previdenziali che hanno comportato l'innalzamento dell'età pensionabile e la sempre maggiore proporzionalità delle prestazioni pensionistiche ai versamenti effettuati (contributivo) e non più al reddito (retributivo). Ma non solo. E' indubbio l'invecchiamento della popolazione italiana e la diminuzione degli iscritti alle università. E dal rapporto emerge che le professioni si tingono di 'rosa' ma permangono i gap di genere. Partiamo da una dato positivo: negli ultimi 11 anni la percentuale di iscritte donne è salita notevolmente. Le donne rappresentano, al 2017, il 36% del totale degli iscritti. Tra i nuovi iscritti, il 51% è donna. Le professioniste sono mediamente più giovani degli uomini (l'età media delle donne è di circa 44 anni, contro i 49 degli uomini). 

Le donne under 40 sono il 37,8% del totale degli iscritti contro il 23,3% degli uomini. Restano comunque i gap di genere collegati ai redditi e alla regione di appartenenza. Le libere professioniste donne guadagnano in media il 38% in meno dei loro colleghi. Al Nord la differenza di reddito uomo donna è del 44%, al Centro del 40%, mentre al Sud del 33%. Sui redditi i professionisti raggiungono un +1,5% ma non gli under 40. Secondo il rapporto, i redditi dei professionisti italiani stanno abbandonando, piano piano, il segno meno. Dopo anni di profonda crisi, durante i quali i professionisti avevano registrato un calo dei redditi con punte che toccavano anche il 40%, oggi gli iscritti alle Casse di previdenza 'risalgono la china' portando a casa un +1,5%. 

Tuttavia, il reddito, tra i professionisti, non è equamente distribuito. I liberi professionisti under 40, infatti, guadagnano, in media, un terzo dei loro colleghi over 50. Tale differenza decresce con l'età del professionista ma resta comunque marcata fino ai 50 anni. Altro gap da evidenziare, come per l'universo femminile, è quello regionale. Il caso emblematico è quello della Calabria dove i professionisti dichiarano un reddito del 60% inferiore a quello dei colleghi del Trentino Alto Adige.


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