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"Patto per il buon lavoro" a Sesto Fiorentino
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"Patto per il buon lavoro" a Sesto Fiorentino

Art. 18 e maggiori tutele per i lavoratori in appalto

È stato sottoscritto ieri mattina dal Comune di Sesto Fiorentino e dai sindacati confederali CGIL, CISL e UIL il “Patto per il Buon Lavoro” con il quale l’Amministrazione comunale si impegna ad inserire garanzie a tutela della qualità del lavoro negli appalti dell’Ente. Alla firma hanno preso parte il sindaco, Lorenzo Falchi, l’assessore al personale, Massimiliano Kalmeta, Bernardo Marasco per la CGIL Firenze, Fabio Franchi per la CISL e Paola Vecchiarino della UIL Toscana.

Obiettivo del protocollo è tutelare il lavoro in appalto, migliorandone la qualità e la continuità nel tempo, inserendo tra gli elementi premiali ai fini dell’aggiudicazione l’assunzione di lavoratori da parte dell’azienda vincitrice con un regime contrattuale “pre-Jobs Act”, compresa la reintroduzione della disciplina del licenziamento prevista dall’articolo 18. Alle aziende aggiudicatarie potrà essere chiesto di applicare i contratti collettivi nazionali di riferimento e di garantire la riassunzione del personale impiegato dall’appaltatore precedente nel caso di subentro. 

“Questo Patto nasce da un lavoro avviato a livello di Città Metropolitana – spiega l’assessore Kalmeta – Con questo protocollo abbiamo però fatto un ulteriore passo in avanti, andando ad assumere impegni precisi insieme ai sindacati. L’introduzione dell’articolo 18 quale elemento premiale è senz’altro il fatto di maggior significato simbolico, ma è soltanto uno dei tanti aspetti che fanno di questo documento uno dei più avanzati a livello nazionale”.


“Con questo atto – dichiara il sindaco Falchi – ribadiamo il nostro impegno per la tutela del lavoro e dei lavoratori. Non sono tante le leve che un Comune può muovere, ma la nostra ferma volontà è quella di mettere in campo ogni azione possibile. Il Jobs Act è soltanto l’ultimo stadio di un deterioramento del lavoro che, riforma dopo riforma, si è sempre più impoverito, segnando con la precarietà la vita di milioni di persone. La crisi, poi, ha fatto il resto: dobbiamo invertire questa tendenza con scelte in discontinuità, di sinistra, che marchino un cambio di passo e rimettano al centro diritti e persone”.

“Con accordi come questo, non sarà più possibile che gli appalti diventino una occasione per abbassare i salari, ridurre le ore di lavoro e i diritti dei lavoratori – dice Bernardo Marasco della CGIL – E con la tutela della qualità del lavoro si tutela la qualità del servizio ai cittadini. Accordi come questo ne abbiamo già fatti in Città Metropolitana e ne faremo nei Comuni del territorio, per avere un comportamento omogeneo nella difesa del lavoro. Lavoro che negli appalti rischia di essere lavoro povero, e per evitare questo rischio la condivisione di protocolli tipo sui bandi e il criterio dell’Articolo 18 rappresentano elementi innovativi”.

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