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Bonus bebé 2018. Le istruzioni di Inps
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Bonus bebé 2018. Le istruzioni di Inps

Esclusi gli stranieri senza Carta di soggiorno

L'Inps, con la circolare n. 50 del 19 marzo 2018, fornisce indicazioni per il riconoscimento dell’assegno di natalità (cosiddetto bonus bebè) per i figli nati o adottati tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2018, che la legge di Bilancio 2018 (art. 1 comma 248 l. n. 205/2017) ha ridotto dai 3 anni previsti nel 2017 ad un solo anno di vita del bambino/a. 

Per quanto riguarda i destinatari del beneficio, l’Istituto previdenziale nel rimandare alla disciplina normativa contenuta nella legge istitutiva del beneficio n. 190/2014 e al parere espresso dal Ministero del Lavoro, conferma l’esclusione dei genitori stranieri sprovvisti della Carta di soggiorno. 

Pertanto, il bonus bebè viene corrisposto, su domanda, ai cittadini italiani o dell’UE, residenti in Italia e conviventi con il minore, titolari dei seguenti permessi: 

Carta di soggiorno per familiare di cittadino dell’Unione europea (italiano o comunitario) non avente la cittadinanza di uno Stato membro; 
Carta di soggiorno permanente per i familiari non aventi la cittadinanza di uno Stato Membro

L’importo dell’assegno mensile è pari a 80 euro, se si è in possesso di un ISEE minorenni non superiore a 25.000 euro o di 160 euro mensili, se si è in possesso di un ISEE non superiore a 7.000 euro annui.

L’Inps chiarisce che, per la domanda di assegno non può essere utilizzata la DSU che, sebbene sia in corso di validità, sia stata presentata prima della nascita o dell’ingresso in famiglia del figlio nato, adottato o in affido preadottivo. In tale caso occorre presentare un’altra DSU che includa, nel nucleo familiare, il minore per il quale si chiede il beneficio. 

La domanda di bonus bebè deve essere presentata esclusivamente in via telematica, corredata dal modello SR163, una sola volta per ciascun figlio nato o adottato nel 2018 entro 90 giorni dalla nascita o dalla data di ingresso del minore nel nucleo familiare. 

Se la domanda è presentata oltre i termini di 90 giorni l’assegno decorre dal mese di presentazione della domanda. 
In caso di parto gemellare e/o adozione plurima (ossia avvenuta contestualmente), occorre presentare un’autonoma domanda per ogni figlio nato o adottato. 

La misura annua dell’assegno è pari a:
 

960 euro (80 euro al mese per massimo 12 mesi), se il valore dell’ISEE minorenni non supera i 25.000 euro annui 


1.920 euro
(160 euro al mese per massimo 12 mesi), se il valore dell’ISEE minorenni non supera i 7.000 euro annui. 

L’assegno di natalità non concorre alla formazione del reddito complessivo ed è pertanto esente da ogni imposizione fiscale. 
L’Inps interrompe l’erogazione del beneficio, a partire dal mese successivo del verificarsi di uno degli eventi che determinano la decadenza di seguito riportati: 


compimento di un anno di età, compimento di un anno dall’ingresso in famiglia del minore a seguito dell’adozione o dell’affidamento preadottivo; 

raggiungimento della maggiore età del figlio adottato

perdita, da parte del richiedente, di uno dei requisiti previsti dalla legge (ad esempio, in caso di trasferimento della residenza all’estero, perdita del requisito della cittadinanza, ISEE superiore a 25.000 euro, provvedimento negativo del giudice che determina il venir meno dell’affidamento preadottivo ai sensi dell’art. 25, comma 7 della legge n. 184/1983). 

revoca dell’adozione

decadenza dall’esercizio della responsabilità genitoriale

affidamento esclusivo del minore al genitore che non ha presentato la domanda

affidamento del minore a persona diversa dal richiedente

Infine, l'Inps ricorda che la legge di bilancio 2018 all’art. 1 comma 249, stabilisce che l’Istituto provvede al monitoraggio mensile dell’onere derivante dall’assegno di natalità, al fine di evitare scostamenti rispetto ai limiti di spesa, che sono pari a 185 milioni di euro per il 2018 e di 218 milioni di euro per il 2019.

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