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Teatro di Roma: lavoratori in stato di agitazione
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Teatro di Roma: lavoratori in stato di agitazione

sindacati, condizioni di lavoro insostenibili

I lavoratori del teatro di Roma hanno proclamato lo "stato di agitazione" per denunciare “l'insostenibilità delle condizioni di lavoro che perdurano da anni". La decisione è stata presa in occasione dell’assemblea, che si è svolta il 20 febbraio, alla presenza dei rappresentanti territoriali Slc-Cgil e Fistel-Cisl.  

Secondo i lavoratori, "in un quadro organizzativo non adeguato all'enorme mole di lavoro, aumentata con l'arrivo di nuovi spazi e con il moltiplicarsi dei progetti, la dirigenza trascura la crescita interna e lo sviluppo della struttura, operando un depotenziamento delle professionalità attraverso la costante mortificazione e attacchi deliberati. Un'azione sistematica volta a indurre un allontanamento volontario ovvero a precostituire emarginazione e disfavore rispetto a percorsi di crescita professionale". 

Nel corso degli ultimi quattro anni, ricordano i lavoratori, "sono stati ripetutamente denunciati i carichi di lavoro eccessivi; mancanza di chiarezza su ruoli e responsabilità; indicazioni contraddittorie da parte della Direzione; aggressioni personali; scarso coinvolgimento nei processi decisionali che riguardano i lavoratori; gestione inadeguata dei cambiamenti organizzativi; comunicazione assente o inefficace; mancanza di aggiornamento professionale; strumenti di lavoro obsoleti". Per questi motivi, concludono quindi i lavoratori, "preoccupati per il futuro del teatro, stressati e demotivati dalle condizioni di lavoro insostenibili, proclamiamo lo stato di agitazione".


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