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Amianto. Benefici previdenziali per ex esposti

Amianto. Benefici previdenziali per ex esposti

Domande entro il 2 marzo

Con il messaggio n. 696 pubblicato ieri sul sito istituzionale, l’Inps comunica che il 2 marzo è il termine ultimo per inoltrare le domande di riconoscimento dei benefici previdenziali in favore dei lavoratori del settore della produzione di materiale rotabile ferroviario, che sono stati impegnati nelle operazioni di bonifica dall’amianto senza adeguati accorgimenti, in applicazione di quanto prevede il comma 246 della legge di Bilancio  2018.

Per il riconoscimento delle agevolazioni occorre presentare una domanda all’Inps non oltre il 2 ° marzo 2018, a pena di decadenza, corredata della dichiarazione del datore di lavoro che attesti la presenza del richiedente nel sito produttivo nel periodo in cui sono state effettuati i lavori di bonifica.

L’impresa qualora sia impossibilitata a rilasciare al dipendente la dichiarazione entro il termine di 60 giorni, avrà altri 2 mesi di tempo per provvedervi, a partire dalla presentazione della richiesta. In assenza di tale dichiarazione, avverte l’Inps, la domanda non può essere accolta.

Il modello di dichiarazione da allegare alla domanda è pubblicato nella sezione “Modulistica” del sito www.inps.it con il codice AP 130 v.0 – “Dichiarazione del datore di lavoro ai fini della concessione dei benefici per l'esposizione all'amianto previsti dall'art. 1, comma 246, della legge 27 dicembre 2017, n. 205”. 

L’Inps precisa che l’erogazione della prestazione è subordinata ad uno specifico monitoraggio, effettuato sulle domande di riconoscimento delle condizioni per l’accesso al beneficio, in relazione ai limiti annuali di spesa, fissati nella legge di Bilancio 2018 e gestiti dal Fondo istituito presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, e sono pari a: 5,5 milioni di euro per il 2016, 7 milioni di euro per il 2017, 10,2 milioni di euro per il 2018, 12,8 milioni di euro per il 2019, 12,7 milioni di euro per il 2020, 12,6 milioni di euro per il 2021, 12,2 milioni di euro per il 2022, 11,6 milioni di euro per il 2023, 8,3 milioni di euro per il  2024 e 2,1 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2025.

Un decreto di prossima emanazione da parte del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, stabilirà le modalità di attuazione della misura, con particolare riferimento all'assegnazione dei benefìci ai lavoratori interessati e alle modalità di certificazione da parte degli enti competenti.

Infine, l’Inps precisa che i lavoratori interessati possono presentare la domanda di pensione anche contestualmente a quella di verifica del beneficio. Il relativo trattamento sarà corrisposto con le ordinarie decorrenze, purché il richiedente risulti in possesso di tutti i requisiti e le condizioni previsti, compresa la cessazione dell’attività lavorativa e l’esito positivo di riconoscimento delle condizioni per l’accesso al beneficio previdenziale.

 



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