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Elezioni politiche

Appello di Cgil per il voto degli italiani all’estero

di Andrea Malpassi, presidente Itaca

Il prossimo quattro marzo si svolgeranno le elezioni politiche in Italia e quindi, come nelle occasioni precedenti, saranno chiamati al voto anche i nostri connazionali all’estero, per eleggere 12 deputati e 6 senatori candidati direttamente nei quattro collegi fuori dall’Italia.

Gli italiani iscritti all’AIRE –o che si siano iscritti nelle liste dei “temporaneamente residenti all’estero”- riceveranno a casa propria il plico con la scheda elettorale; per votare, dovranno rinviarla a mezzo posta (in busta già affrancata presente nel plico).

Queste che ci accingiamo a vivere saranno elezioni importanti, nelle quali si determinerà il futuro assetto di governo del nostro Paese in un contesto sicuramente difficile. Alle difficoltà economiche, infatti, per anni si è risposto soprattutto con politiche di austerity, che hanno leso molti diritti di cittadini e lavoratori, creando un contesto sociale sfaldato ed un generale clima di insicurezza che oggi –drammaticamente- sembra favorire le forze politiche portatrici di messaggi xenofobi se non esplicitamente razzisti.

L’emigrazione italiana è ripresa con ritmi e numeri impressionanti; la cosiddetta “nuova emigrazione” ha ormai mutato il corpo delle nostre comunità, aggiungendo ai milioni di italiani all’estero da decenni una nuova ed enorme parte di cittadini (giovani ma non solo) recentemente espatriati. Basti pensare che, rispetto a cinque anni fa, il numero di iscritti all’AIRE è passato da 3,6 a quasi 5 milioni di persone: ci si avvicina ai trecentomila espatri all'anno e, come ripetiamo continuamente, non si tratta più solo di emigrazione giovanile con livelli medio-alti di scolarizzazione, ma anche di famiglie con i figli al seguito e, sempre più spesso, pensionati.

Ai candidati che si presentano all’estero, per rappresentare le comunità di nostri connazionali, la CGIL ha rivolto un appello, invitando tutti a leggerlo, approfondirlo ed eventualmente sottoscriverlo.

Questo appello chiede ai candidati di impegnarsi affinché la loro l’attività legislativa, qualora eletti, si caratterizzi innanzitutto dentro un quadro valoriale centrato su tre cardini fondamentali:

- la piena attuazione del diritto costituzionale al lavoro: un lavoro che sia “dignitoso, contrattualizzato, retribuito, qualificato dalle tutele universali e dalla formazione”. Un lavoro che sia accompagnato da un quadro di tutele che garantiscano il pieno accesso al welfare a tutti, in qualsiasi fase della propria vita. I parlamentari eletti all’estero saranno chiamati anche ad intervenire sulle questioni della riforma del mondo del lavoro e sulle politiche di welfare. Chiediamo loro di impegnarsi ad invertire le politiche neo-liberiste e di austerity messe in campo negli ultimi anni, che hanno contribuito a precarizzare ancora di più il lavoro e ad impoverire le tutele a sostegno di giovani, pensionati, disoccupati, studenti e lavoratori;

- il diritto alla libera circolazione delle persone: nel contesto di ripresa massiva della nostra emigrazione e di un diffuso restringimento del diritto di accesso e soggiorno (dal caso, ad esempio, delle “espulsioni” di cittadini italiani in Belgio e in Germania alle condizioni di accesso e permanenza nella Gran Bretagna post Brexit, ecc.), sarà fondamentale che gli eletti alle massime istituzioni democratiche del Paese operino affinché sia garantito il diritto alla libera circolazione. Ciò vale nell’attenzione alle condizioni dei nostri connazionali espatriati e ciò vale, secondo gli stessi principi di eguaglianza, solidarietà ed inclusività, per i cittadini immigrati in Italia, verso i quali non è possibile perpetrare una politica dettata dalla paura e dal respingimento;

- l’esplicita scelta di campo antifascista e contro ogni discriminazione. In un contesto europeo e mondiale che vede il rigurgito di movimenti xenofobi, intolleranti e spesso esplicitamente razzisti e legati alle tragiche esperienze del fascismo e del nazismo, è fondamentale che i rappresentanti nel parlamento italiano, eletti nel collegi esteri, manifestino esplicitamente la loro profonda convinzione valoriale antifascista e contro ogni forma di discriminazione, applicando poi questi valori nella loro azione parlamentare su ogni tema sociale e civile rispetto al quale saranno chiamati a intervenire.

Ai candidati la CGIL chiede poi di impegnarsi su alcune proposte estremamente concrete e fondamentali per i bisogni e le esigenze dei nostri connazionali all’estero:

· svolgimento di una nuova conferenza mondiale dell'emigrazione italiana durante la prossima legislatura (a diciotto anni dall’ultima, svoltasi nel 2000);

· adeguamento delle risorse a disposizione per la migrazione (a fronte dell’aumento degli italiani all’estero, le risorse a loro destinate sono state ridotte del 70% in dieci anni);

 · rafforzamento della rete consolare e della rappresentanza italiana (negli ultimi anni sono stati chiusi e depotenziati molti consolati, anche laddove le nostre comunità sono cresciute);

· formalizzazione del rapporto tra Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale, Patronati e associazionismo (il percorso avviato a fine legislatura deve essere finalmente ratificato);

· centri di informazione, orientamento e assistenza per la “nuova emigrazione” (da costruire e gestire sinergicamente tra ambasciate, consolati, associazione e patronati);

· lingua, cultura e formazione (potenziare le risorse destinate agli enti gestori dei corsi di lingua italiana e riprendere il programma di formazione professionale del Ministero del Lavoro destinato agli italiani residenti in Paesi extra-europei);

· tutela e sostegno istituzionale della realtà associativa, spesso unico luogo di aggregazione per le nostre comunità;

· riforma COMITES e CGIE affinché diventino davvero gli organi principali di rappresentanza delle nostre comunità locali;

· Servizio pubblico radiotelevisivo e informazione (migliorare qualità e diversificazione del servizio RAI e sostenere l’editoria);

· Piena e reale tutela ai nostri pensionati residenti all’estero (assegno sociale per pensionati in difficoltà residenti all’estero, miglioramento delle condizioni per le campagne RED e CEV, riconsiderare IMU per pensionati all’estero, sanatoria per indebiti causati da errori di calcolo dell’INPS, garantire reale valore della pensione in caso di cambio euro/valuta locale…)

· Ratifica delle convenzioni internazionali (sia con i paesi di emigrazione che di immigrazione).

Queste le proposte e le richieste della CGIL.

Per leggere e scaricare l’intero documento, si può seguire questo link.

Per aderire o commentare, si può scrivere a org.internazionale@cgil.it o europa@cgil.it.


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