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Sicurezza sociale nel mondo, ma per pochi
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Sicurezza sociale nel mondo, ma per pochi

Il rapporto dell'Organizzazione Internazionale del Lavoro

L'ultimo rapporto dell'ILO evidenzia che, nonostante i progressi significativi nell’estensione della protezione sociale in molte parti del mondo, il diritto alla sicurezza sociale non è ancora una realtà per la maggior parte della popolazione mondiale.

“La protezione sociale, o la sicurezza sociale, è un diritto dell'uomo ed è definita come l'insieme di politiche e programmi progettati per ridurre e prevenire la povertà e la vulnerabilità durante l'intero ciclo di vita”. Si apre così il nuovo Rapporto sulla protezione sociale nel mondo dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO), presentato a fine 2017.

In un momento in cui la discussione sulla tutela dei diritti sociali assume una rilevanza cruciale – tanto a livello europeo, quanto a livello mondiale – il rapporto dell’ILO fornisce una panoramica globale delle recenti tendenze nei sistemi di sicurezza sociale, analizzando lo stato attuale della protezione sociale nei diversi Paesi ed aree geografiche del mondo. Mentre in Europa la recente proclamazione del Pilastro europeo dei diritti sociali [link a nostro pezzo] sembra aver segnato l’inizio di un cambio radicale di rotta delle politiche comunitarie, a livello internazionale uno dei più importanti risultati in tema di diritti sociali si era ottenuto con l’approvazione della Raccomandazione 202 sui sistemi nazionali di protezione sociale di base [link], in seno alla Conferenza Internazionale del Lavoro del 2012. Entrambi i documenti hanno avuto il merito di rimettere la “questione sociale” al centro della discussione, su scala internazionale, in un'epoca di forte esasperazione sociale e politica, in cui le politiche economiche e sociali tendono ad essere improntate ad una sempre maggiore austerità d’ispirazione neoliberista.

Il nostro Osservatorio sulla Mobilità Internazionale è impegnato in un’attenta attività di monitoraggio della discussione e, in generale, degli sviluppi in materia di politiche sociali, a livello europeo e internazionale. Il rapporto dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro si rivela pertanto una preziosa fonte di informazioni aggiornate, elaborate attraverso l'analisi e la comparazione di dati globali, regionali e nazionali sul livello di copertura, la natura delle prestazioni e gli investimenti in termini di spesa pubblica per la protezione sociale. Dati che mettono in luce, in estrema sintesi, che ad oggi restano necessari sforzi consistenti per garantire che il diritto alla sicurezza sociale diventi realtà per tutti, a livello globale.

Numerosi punti chiave emergono dal rapporto:

• Nonostante i significativi progressi nell'estensione della protezione sociale in molte aree del mondo, il diritto alla sicurezza sociale non è ancora una realtà per la maggioranza della popolazione mondiale. Solo il 45% della popolazione mondiale, infatti, è effettivamente coperto da almeno una prestazione sociale, mentre il restante 55% - fino a 4 miliardi di persone - non gode di alcun tipo di protezione;

• Le stime dell'ILO mostrano inoltre che solamente il 29% della popolazione mondiale è coperto da sistemi di sicurezza sociale “completi”, ovvero comprendenti una gamma completa di prestazioni, che vadano dalle prestazioni familiari alle pensioni per la vecchiaia. Il restante 71%, ovvero 5,2 miliardi di persone, non è coperto che parzialmente o, addirittura, non è coperto affatto. Queste lacune in materia di protezione sociale, spiega l'ILO, sono dovute alla mancanza di investimenti nella sicurezza sociale da parte degli Stati – specie in Africa, Asia e nei Paesi arabi;

• L'assenza di protezione sociale lascia le persone vulnerabili alla povertà, alla disuguaglianza e all'esclusione sociale durante l'intero ciclo di vita, costituendo in tal modo un grosso ostacolo allo sviluppo economico e sociale., tanto individuale quanto a livello della società nel suo complesso;

• Gli "Obiettivi per uno sviluppo sostenibile" adottati dalle Nazioni Unite nel 2015 raccomandano una protezione sociale universale. In particolare, sulla base della Raccomandazione del 2012, i Paesi hanno la responsabilità di garantire almeno un livello di sicurezza sociale di base - un cosiddetto "zoccolo" minimo di protezione sociale, Social protection floors - per tutti, come parte dei loro sistemi di protezione sociale. Mentre molti paesi si sono già mossi nella direzione di una protezione universale, sono necessari ulteriori sforzi, sostiene l'ILO, per estendere la copertura e garantire benefici adeguati;

• In termini di prestazioni per l'infanzia, solo il 35% dei bambini in tutto il mondo gode di un accesso efficace alla protezione sociale, sebbene con significative disparità regionali. In media, l'1,1% del PIL viene speso in sussidi per l'infanzia e per famiglie con bambini di età compresa tra 0 e 14 anni;

• La protezione sociale per le persone in età lavorativa è ancora limitata. Ad esempio, solo il 41,1 per cento delle madri con neonati riceve un sussidio di maternità, mentre sono pochissimi (il 21,8%) i lavoratori disoccupati ad essere coperti da prestazioni di disoccupazione. Le stime di spesa mostrano che in tutto il mondo solo il 3,2% del PIL viene speso per la protezione sociale pubblica al fine di garantire la sicurezza del reddito per le persone in età lavorativa, sebbene queste costituiscano una notevole percentuale della popolazione mondiale;

• Numerosi paesi stanno ridimensionando la protezione per uomini e donne in età lavorativa come parte del risanamento di bilancio o di politiche di austerità, lasciando così molte persone senza alcuna tutela, in un momento in cui la protezione sociale è più necessaria;

• In tutto il mondo, il 68% delle persone sopra l'età pensionabile riceve una pensione di vecchiaia, che è associata all'espansione delle pensioni non contributive e contributive in molti Paesi a medio e basso reddito. Tuttavia, molto spesso tali prestazioni non sono adeguate a garantire alle persone in età pensionabile di vivere al di sopra della soglia di povertà. Inoltre, alcuni Paesi si stanno muovendo verso una privatizzazione dei sistemi pensionistici;

• Se la copertura sanitaria universale è ritenuta la chiave per raggiungere gli Obiettivi per lo Sviluppo sostenibile, le stime dell'ILO mostrano che il diritto alla salute non è ancora una realtà in molte parti del mondo, specialmente nelle aree rurali dove il 56% della popolazione non ha copertura sanitaria (rispetto al 22% nelle aree urbane);

• In generale, le tendenze osservate variano sostanzialmente tra regioni e anche tra Paesi all'interno della stessa regione. In Africa, nonostante i significativi progressi nell'estensione della protezione sociale, solo il 17,8% della popolazione riceve almeno una prestazione in denaro, con variazioni significative tra i vari Paesi. Nelle Americhe, il 67,6% della popolazione beneficia effettivamente di almeno una prestazione, principalmente a causa dell'estensione dei sistemi di protezione sociale negli ultimi decenni. Nella regione dell'Asia e del Pacifico, solo il 38,9% della popolazione è destinatario di almeno una prestazione previdenziale in denaro, sebbene siano stati compiuti progressi significativi nel rafforzamento dei sistemi di protezione sociale e nella costruzione dei sistemi nazionali di protezione sociale di base. In Europa e Asia centrale, dati i sistemi di protezione sociale relativamente completi e maturi, l'84,1% della popolazione della regione ha accesso ad almeno un sussidio in denaro. Tuttavia, vi sono preoccupazioni per le persistenti lacune in aree cruciali quali maternità e disoccupazione, nonché per quanto riguarda l'adeguatezza delle pensioni e altre prestazioni, soprattutto alla luce dei cambiamenti demografici e delle misure di austerità a breve termine adottate in anni recenti.

Per il testo integrale (in EN e FR) del Rapporto dell'ILO e ulteriori approfondimenti, seguire questo link.


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