rss

 

Itaca, notizie dal mondo
/ Categorie: Migrazioni, Home, IncaMondo

Itaca, notizie dal mondo

La nuova rubrica di Inca per giovani migranti

a  cura di Andrea Malpassi, presidente ITACA

Da questo mese, "Esperienze" ospiterà ITACA con una rubrica dedicata alle "notizie dal mondo". L'obiettivo è quello di offrire una carrellata di informazioni, novità e comunicazioni sulle attività delle Inca all'estero e parallelamente alcuni studi, approfondimenti, nonché aggiornamenti in materia di migrazioni e mobilità internazionale, politiche e diritti connessi all’emigrazione: dalla libertà di accesso, residenza e soggiorno in un Paese, ai diritti del mondo del lavoro, ai diritti sociali connessi al welfare locale o in area più ampia – europea ed extra-europea. All'interno della rubrica, cercheremo di volta in volta di segnalare iniziative, campagne, evoluzioni normative che possano rivelarsi strumenti utili per il lavoro dell'Inca in Italia e all'estero. Per iniziare, presentiamo tre delle principali attività che ITACA ha avviato, in collaborazione con l'Inca ed altre realtà associative e istituzionali locali.

Sportelli "Nuova Emigrazione"

Dall'autunno 2017, ITACA, in collaborazione con l’Inca e coinvolgendo esperienze locali, ha lanciato una grande novità per i giovani italiani all’estero: otto sportelli dedicati alla "Nuova Emigrazione". Da anni, il patronato della Cgil ha iniziato ad intercettare, incontrare e conoscere i giovani migranti, per capirne ed interpretarne i bisogni e le esigenze nei nuovi Paesi in cui si recano: spesso simili a quelli della migrazione tradizionale ma, molto più spesso, del tutto nuovi. E’ divenuta dunque sempre più forte la necessità di studiare ed ampliare le competenze del Patronato, di entrare in contatto con altre realtà per poter fornire risposte e assistenza all’altezza delle aspettative e delle nuove esigenze della migrazione italiana.

Grazie alla collaborazione tra ITACA, Inca e numerose altre realtà locali che aderiscono, si è dato vita ad una rinnovata rete di supporto ai giovani migranti italiani nel mondo – e, con essa, ad un sempre più ampio ventaglio di servizi che l’Inca è capace di fornire loro. Nello specifico, gli sportelli si occupano di fornire assistenza su una serie di temi “cari” ai nuovi migranti, tra cui: il diritto di accesso, soggiorno e permanenza nel paese di arrivo; i contratti di lavoro e di affitto; i diritti della salute, assegni familiari e maternità e, in generale, tutti i temi legati alla “genitorialità”; il riconoscimento dei titoli di studio; l’accesso e il diritto alle prestazioni sociali locali; consulenza sui contratti di lavoro e sulla fiscalità locale; corsi e tavoli di lingua; assistenza e supporto all'inserimento nella vita sociale e culturale del Paese di accoglienza.

I nuovi sportelli si trovano a Barcellona, Bruxelles, Buenos Aires, Innsbruck, Londra, New York, Parigi e Stoccolma. Nel corso del 2018, verranno aperti nuovi sportelli in ogni Paese in cui l'Inca è presente.


Ricerca sulla nuova emigrazione

Nell'ambito della propria attività di studio, approfondimento e supporto alla Nuova Emigrazione, ITACA partecipa e promuove la ricerca della Fondazione Di Vittorio e Fondazione ECAP Svizzera dedicata all'integrazione socio-lavorativa di giovani italiani all'estero. L'indagine, condotta e diffusa nelle tre città europee di Barcellona, Bruxelles e Zurigo sotto forma di questionario, è volta a raccogliere le esperienze di giovani migranti "under 35" che vivono e lavorano – o cercano lavoro – all'estero, al fine di analizzare le principali dinamiche che ne hanno determinato il livello di integrazione socio-lavorativa nel Paese di accoglienza ed individuare le principali lacune, esigenze e necessità a cui far fronte. Per partecipare, diffondere e promuovere il questionario, è possibile trovarlo seguendo questo link: https://itacaonline.org/

Osservatorio Brexit

Da settembre 2017, in collaborazione con l'Inca UK, ITACA ha dato vita all'Osservatorio Brexit con il duplice intento di fornire informazione, attraverso un'attività di monitoraggio dei negoziati tra il Regno Unito e l'Unione Europea e, parallelamente, di proporsi come strumento di supporto in grado di ampliare e rafforzare l'assistenza ai cittadini italiani e comunitari in Regno Unito, ponendo maggiore attenzione alla tutela dei diritti di circolazione e soggiorno e – eventualmente – le prime azioni da intraprendere per tutelarsi dai cambiamenti che l’uscita del Regno Unito dall’Unione europea potrebbe causare.

Tra le attività dell'Osservatorio, dunque, vi è quella di provvedere ad un aggiornamento puntuale su ogni singola tappa dei colloqui, interventi di esperti e personalità coinvolte direttamente nella “questione Brexit”, nonché interventi di nostri connazionali alle prese con il clima di incertezza che si è creato nel Regno Unito. A questo scopo, da settembre 2017, l'Osservatorio pubblica una rassegna stampa bisettimanale completa dei principali media italiani, inglesi ed europei dedicata esclusivamente alla Brexit. E' possibile iscriversi alla rassegna stampa seguendo questo link.

Il punto della situazione: come sappiamo, si è conclusa la prima parte delle trattative, con un accordo sui tre punti principali – la libertà di circolazione futura tra UE e Regno Unito, la quota che il Regno Unito dovrà versare all’Europa per il “divorzio” e lo status del confine tra Repubblica d’Irlanda e Irlanda del Nord. Da qui al 29 marzo 2019, dovranno dunque essere definite le modalità dell'uscita del Regno Unito dall'UE. 

Ad oggi, riguardo alla questione finanziaria, seppur sia stata trovata un'intesa, non si conosce tuttavia la cifra precisa della cosiddetta "Brexit bill", che secondo le stime dovrebbe aggirarsi attorno ai 60 miliardi di euro. Riguardo alla frontiera tra Repubblica d'Irlanda e Irlanda del Nord, il Regno Unito ha assunto "impegni rilevanti per evitare che sia eretta una frontiera fisica".

Relativamente ai diritti dei cittadini, il negoziatore della Commissione ha assicurato che i cittadini europei che vivono nel Regno Unito "saranno tutelati anche dopo l'uscita del Regno Unito dall'Unione", assicurando che i cittadini dell'UE che vivono in tale paese e i cittadini britannici che vivono nell'UE a 27 "manterranno gli stessi diritti". Rimane forte l'incertezza dei cittadini comunitari residenti nel Regno Unito e di quelli britannici residenti nell'Unione Europea, dovuta alla mancanza di risposte chiare dal governo britannico. Le discussioni tra Ue e Regno Unito sul periodo transitorio sono previste per gennaio 2018, mentre quelle sull'accordo di libero scambio chiesto da Theresa May saranno rinviate a marzo.

Articolo Precedente Previdenza dipendenti pubblici
Articolo Successivo Cgil: domani al via la Conferenza di Programma
Stampa

Nome:
Posta elettronica:
Oggetto:
Messaggio:
x