rss

 

Disoccupazione. Compatibilità NASpI e lavoro
/ Categorie: Previdenza, Home, IncaMondo

Disoccupazione. Compatibilità NASpI e lavoro

I chiarimenti di Inps

Nella circolare n. 174 del 23 novembre, l’Inps chiarisce che il lavoratore, percettore di indennità di disoccupazione (NASpI), qualora svolga attività non inquadrate formalmente in un rapporto di lavoro subordinato o non concernenti in senso stretto ad attività autonome o di impresa individuale, dalle quali ricava redditi che si aggiungono all’indennità di disoccupazione, è sottoposto alla disciplina prevista agli artt. 9 e 10 del D.lgs 22/2015, in tema di decadenza, sospensione e riduzione dell’importo della prestazione.

In particolare, le remunerazioni derivanti da borsa di studio, stage e tirocini professionali, premi o sussidi per fini di studio o di addestramento professionale sono interamente cumulabili con l’indennità di disoccupazione e il beneficiario non è tenuto ad effettuare all’Inps comunicazioni relative all’attività e ai redditi derivanti da tali attività. Lo stesso vale per i premi e i compensi conseguiti nello svolgimento di attività sportive di natura dilettantistica.

Per quanto riguarda, invece, i beneficiari di prestazione di disoccupazione, titolari di borse di studio e assegni di ricerca, si applica la disciplina dell’art. 9 D.lgs 22/2015, riguardante la riduzione dell’importo della prestazione di disoccupazione. Pertanto, i relativi compensi non potranno superare il limite di 8.000 euro. Inoltre, il beneficiario della prestazione dovrà comunicare all’Inps, pena la decadenza dalla prestazione, entro un mese dall’inizio dell’attività o dalla presentazione della domanda di indennità di disoccupazione, in caso di attività già preesistente, il reddito annuo che prevede di ricavarne anche se pari a zero. 

Anche i compensi derivanti da prestazioni di lavoro occasionali,
disciplinati dalla legge n.96 del 21 giugno 2017, non possono superare i 5.000 euro. Entro tale tetto, la NASpI è interamente cumulabile e non vi è l’obbligo di comunicare all’Inps quanto percepito. L’Inps, inoltre, richiamando il comma 8 dell’art. 54 bis della legge 96/2017, chiarisce che in caso di prestatori di lavoro occasionale percettori di NASpI, provvede a sottrarre dalla contribuzione figurativa relativa a dette prestazioni gli accrediti contributivi derivanti dalle prestazioni di lavoro occasionali.

Vale lo stesso, ma con limiti reddituali diversi, per quanti esercitino attività professionali con iscrizione a specifiche casse non gestite dall’Inps, in concomitanza con la percezione di NASpI. L’Istituto chiarisce che è ammessa la compatibilità tra l’indennità e il reddito derivante dalle suddette attività professionali, con la conseguente riduzione della prestazione, secondo le modalità previste dal comma 1 art. 10, del D.lgs 22/2015. Il limite di reddito entro il quale è consentita la compatibilità è pari a 4.800 euro. 

Inoltre, l’Istituto previdenziale puntualizza che, poiché i questa categoria di professionisti, risulta iscritta a casse specifiche non gestite da Inps, non procederà al riversamento della contribuzione alla Gestione prestazioni temporanee ai lavoratori dipendenti, di cui all'articolo 24 della legge n. 88 del 1989, così come invece previsto dal comma 2, art. 10 del D.lgs 22/2015. Per loro, percettori di NASpI, vale l’obbligo, a pena di decadenza, di informare l’Inps entro un mese dall’inizio dell’attività professionale cui si riferiscono i compensi, o dalla presentazione della domanda di NASpI se l’attività professionale era preesistente, dichiarando il reddito annuo che prevede di trarne anche se pari a zero.

In caso di svolgimento da parte del percettore di indennità di disoccupazione, delle funzioni di amministratore, consigliere o sindaco di società, poiché l’art.50, comma 1 lett. c) bis, del D.P.R. 22 dicembre 1986, n.917 (T.U.I.R.), stabilisce che sono assimilate ai redditi da lavoro dipendente, trova applicazione la disciplina della compatibilità, di cui all’art.9 del D.Lgs. n.22 del 2015, con conseguente riduzione dell’importo della prestazione erogata per l’ipotesi di contestuale svolgimento di rapporto di lavoro subordinato. Il limite di reddito, in questo caso, entro il quale è consentita l’attività è pari a 8.000 euro. Anche per loro corre l’obbligo di comunicazione dei compensi che prevedono di trarre dall’attività, anche se pari a zero, da effettuarsi entro un mese dall’inizio.

Nell’ipotesi in cui il beneficiario di NASpI, consegua solamente dei redditi da capitale, non riconducibili ad attività di lavoro dipendente o attività in forma autonoma o di impresa individuale, può percepire l’indennità per intero. Se invece tra la società e il socio si instaura un rapporto di lavoro dipendente, il reddito prodotto dall’attività del socio lavoratore è un reddito da lavoro dipendente e come tale deve essere trattato, con conseguente limite di reddito, pari a 8.000 euro, entro il quale è da ritenersi consentita l’attività e la riduzione dell’importo della prestazione di disoccupazione (art. 9, Dlgs 22/2015). Anche in questo caso, il beneficiario della NASpI dovrà informare l’Inps entro un mese dall’inizio dell’attività cui si riferiscono i compensi, o dalla presentazione della domanda di NASpI se la suddetta attività era preesistente, dichiarando il reddito annuo che prevede di trarne anche se pari a zero.

Per quanto riguarda i soci e i familiari, i soci accomandatari che svolgono la loro attività con carattere di abitualità e prevalenza iscritti alla Gestione previdenziale degli Artigiani o dei Commercianti e i soci accomandanti che svolgono la loro attività in qualità di coadiutore iscritti alla Gestione Previdenziali Artigiani e Commercianti, l’Inps precisa che il reddito derivante da lavoro in forma autonoma e d’impresa è compatibile con la percezione della NASpI con il limite di reddito consentito pari a 4.800 euro. Pertanto, bisogna fare le dovute comunicazioni all’Inps entro un mese dall’inizio dell’attività cui si riferiscono i compensi, o dalla presentazione della domanda di NASpI se la suddetta attività era preesistente, dichiarando il reddito annuo che prevede di trarne anche se pari a zero.

I soci di Società per Azioni e di società in accomandita per azioni, i promotori e i soci fondatori di società per azioni, in accomandita per azioni e a responsabilità limitata che partecipano agli utili spettanti, non sono iscrivibili alla Gestione previdenziale degli Artigiani o dei Commercianti o per l’Agricoltura, per suddette figure si è in presenza di soli redditi da capitale non riconducibili ad attività di lavoro dipendente o ad attività lavorativa in forma autonoma o di impresa individuale. Quindi, il beneficiario della NASpI titolare di redditi da capitale può percepire la prestazione per intero.

Il socio che, pur non avendo la piena responsabilità giuridica ed indipendentemente dalla qualifica di amministratore, esercita in modo personale, continuativo e prevalente l’attività prevista dall’oggetto sociale, è iscrivibile alla Gestione previdenziale degli Artigiani o dei Commercianti o per l’Agricoltura. Per le suddette figure si applica il limite di reddito entro il quale è da ritenersi consentita l’attività, pari a  4.800 euro. Valgono anche in questi casi gli obblighi di comunicazione all’Inps 

Per quanto riguarda i percettori di NASpI iscritti agli Albi professionali
, l’Inps ha precisato che, sarà cura della struttura territoriale dell’Istituto, qualora emerga l’apertura di una partita IVA o l’iscrizione ad un Albo professionale, verificare se l’attività sia effettivamente svolta contattando l’interessato. Se l’attività è effettivamente svolta e il lavoratore, percettore di NASpI, non ha provveduto a comunicarne l’avvio con indicazione del relativo reddito presunto, avverrà la decadenza dalla prestazione. Qualora invece non dovesse emergere un effettivo lavoro, la prestazione potrà continuare ad essere erogata. Nei casi in cui invece l’iscrizione all’albo professionale o la titolarità di partita IVA risultino preesistenti alla presentazione della domanda di prestazione di disoccupazione, l’Inps adeguerà la procedura di presentazione telematica della domanda al fine di una loro preventiva intercettazione.

L’Istituto comunica che è in fase di implementazione il flusso di invio telematico delle domande di NASpI, attraverso il quale si chiederà espressamente al richiedente la prestazione di disoccupazione di dichiarare in modo dettagliato se svolge attività lavorativa e se riveste la condizione di socio di società di persone o di capitali. Verrà inoltre richiesta l’eventuale iscrizione ad Albi Professionali, l’eventuale titolarità di Partita IVA e se venga svolta effettivamente attività di lavoro.

Per quanto riguarda l’incentivo all’autoimprenditorialità, previsto dall’art. 8 del D.lgs n. 22/2015, l’Inps chiarisce meglio quali sono le attività che il percettore di NASpI intende avviare e per le quali può richiedere la liquidazione in un’unica soluzione dell’importo complessivo del trattamento che gli spetta e che non gli è stato ancora erogato. 

Di seguito l’elenco:

 ·       Attività professionale esercitata da liberi professionisti anche iscritti a specifiche casse, in quanto attività di lavoro autonomo; 

·      
attività di impresa individuale commerciale, artigiana, agricola;

·      
sottoscrizione di una quota di capitale sociale di una cooperativa nella quale il rapporto mutualistico ha ad oggetto la prestazione di attività lavorative da parte del socio;

·      
costituzione di società unipersonale (S.r.l., S.r.l.s. e S.p.A.) caratterizzata dalla presenza di un unico socio. Di regola il socio unico ha la responsabilità limitata al capitale sociale conferito, a condizione che si versi l’intero capitale sociale sottoscritto, sia comunicato al Registro Imprese la presenza dell’unico socio e sia indicato negli atti e nella corrispondenza della società l’unipersonalità della stessa, senza però indicare il nome del socio unico. Il mancato adempimento di tali obblighi comporta la perdita del beneficio della responsabilità limitata. In quest’ultimo caso, il socio che risponde illimitatamente, può ottenere l’incentivo al pari di chi esercita attività di impresa individuale;

·      
costituzione o ingresso in società di persone (S.n.C o S.a.S) - in analogia peraltro a quanto era già previsto per l’istituto dell’anticipazione in materia di indennità di mobilità (circ.n.70 del 30 marzo 1996) - in quanto il reddito derivante dall’attività svolta dal socio nell’ambito della società è fiscalmente qualificato reddito di impresa;

·      
costituzione o ingresso in società di capitali (S.r.L) per la medesima considerazione sulla natura del reddito derivante dall’attività in ambito societario, qualificato anch’esso fiscalmente reddito di impresa.

L’incentivo all’autoimprenditorialità non è riconosciuto ai percettori di NASpI che rivestono la posizione di socio di capitale, la cui partecipazione alla società non è riconducibile all’attività di lavoro autonomo o d’impresa. Viene inoltre precisato dall’Istituto, che per inizio attività si intende la data di invio all’Ufficio del Registro delle Imprese della Comunicazione Unica per la nascita dell’impresa (decreto legge 7/2007 convertito in legge n. 40/2007). Pertanto, le domande per ottenere l’incentivo all’autoimprenditorialità devono essere presentate entro trenta giorni dalla data di invio della Comunicazione Unica; oltre suddetta data è prevista la decadenza dalla prestazione di disoccupazione. 

Articolo Precedente Assegno sociale. Adeguamento età per il diritto
Articolo Successivo Tumori professionali. Rendita Inail agli eredi
Stampa

Nome:
Posta elettronica:
Oggetto:
Messaggio:
x