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Cgil: Carta dei diritti per difendere il lavoro
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Cgil: Carta dei diritti per difendere il lavoro

Baseotto, è una battaglia per la democrazia

Quello che si sta per chiudere è stato l'anno della Carta dei diritti universali del lavoro e dei quesiti referendari che l'hanno accompagnata, con oltre 40 mila assemblee e milioni di firme raccolte. E’ stato un anno bello e difficile che ha visto la Cgil suscitare una grandiosa partecipazione di lavoratori e cittadini. “Per quanto riguarda la Carta dei diritti, noi ci siamo battuti perché fosse incardinata, cioè fosse messa all'ordine del giorno dei lavori parlamentari, e questo l'abbiamo ottenuto. Il prossimo Parlamento dovrà riprendere quell'ordine del giorno: la Carta per noi deve diventare legge e può diventarlo sia complessivamente sia attraverso provvedimenti diversi tra loro”.  Lo ha ricordato ieri, ai microfoni di RadioArticolo1, il segretario confederale della Cgil, Nino Baseotto, nel tracciare un bilancio sull'anno appena trascorso e su quello che verrà. L'altro tema importante della intervista alla radio è stato quello delle pensioni. Le manifestazioni dello scorso 2 dicembre “sono state solo l'inizio della mobilitazione”, osserva. L'obiettivo è “cambiare profondamente la legge Fornero”, perciò “insisteremo con il nuovo Parlamento e il nuovo governo”. Al prossimo presidente del Consiglio “diremo che una delle prime cose che la Cgil che metterà sul tavolo sarà quella di riprendere il filo del cambiamento della legge Fornero per dare una prospettiva previdenziale anche ai nostri giovani”. Sarà questa una delle prime cose che la Cgil metterà sul tavolo del prossimo governo.

La Cgil rilancia anche il tema delle regole della rappresentanza. “C'è una proposta, c'è un accordo interconfederale che abbiamo fatto con tutte le maggiori parti datoriali, bisogna che il prossimo Parlamento lo traduca in legge e si occupi di normare e di regolare la rappresentanza del mondo del lavoro, dei lavoratori e delle organizzazioni di lavoratori, ma di misurare anche rappresentanza e rappresentatività delle organizzazioni datoriali”.

Nella intervista Baseotto ha anche commentato le lotte recenti in punti fino a ieri impensabili come Amazon o Ikea, che ha licenziato una giovane madre che deve conciliare il lavoro con la cura del figlio disabile. Un altro fatto da commentare è quello dello sciopero a Ryanair. Sono scioperi e mobilitazioni, ha detto Baseotto, che forse hanno anche un collegamento con la battaglia della Cgil per i diritti. “Abbiamo tenuta viva la speranza di cambiare le condizioni di lavoro e una battaglia per la dignità del lavoro”. L’altro argomento riguarda il rinnovo dei contratti nazionali di lavoro che si legano ovviamente alle nuove lotte contro gli argomenti. Per questo il 2018 sarà un anno importante per la Cgil perché si aprirà con la conferenza di programma e si concluderà con il XVIII congresso. “Il primo appuntamento – sottolinea il dirigente sindacale – sarà una straordinaria palestra di confronto di idee, di proposizioni, di proposte per un programma per il Paese, si svolgerà il 30 e 31 gennaio. Poi ci sarà il congresso, cioè il momento più importante per un'organizzazione come la nostra dove la democrazia si pratica per davvero. Ovviamente noi stiamo lavorando per un Congresso fortemente unitario”.

“Credo che il Paese e il mondo del lavoro – conclude Baseotto – abbiano bisogno di una Cgil che si proponga con una forte unità interna. Ma il 2018 sarà un anno importante anche per altre cose come il rinnovo di alcuni contratti e l'appuntamento di aprile con le elezioni per il rinnovo delle Rsu nel pubblico impiego, questione non da poco perché sono tre milioni di lavoratrici e di lavoratori che saranno chiamati al voto”. E poi, ovviamente, ci sarà la campagna elettorale: “Noi dovremo riempirla con i contenuti del lavoro, con le richieste che vengono dal mondo del lavoro. Una serie di scelte fatte anche con l'ultima legge di bilancio non risolvono il tema di una piena uscita dalla crisi, né il tema della disoccupazione giovanile e delle grandi emergenze sociali”. Il segretario confederale ha voluto parlare anche della mobilitazione democratica contro il ritorno di azioni fasciste e neonaziste. La Cgil è in prima fila contro questo rigurgito fascista e nazista, ha detto Baseotto, perché siamo in presenza di una vera emergenza democratica. Il 25 aprile 2018 sarà anche una grande occasione di mobilitazione antifascista.

Per riascoltare l’intervista a Baseotto a cura di Altero Frigerio è disponibile il podcast sul sito della radio: http://www.radioarticolo1.it/audio/2017/12/21/34430/un-anno-di-lavoro-un-anno-di-diritti-interviene-nino-baseotto-cgil

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