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Professionisti: obbligo Gestione separata Inps
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Professionisti: obbligo Gestione separata Inps

Cassazione, versamenti per compensi lavoro autonomo

Il professionista, dipendente pubblico, che svolge contemporaneamente attività in forma autonoma è tenuto a iscriversi alla gestione separata di Inps, pur versando il  contributo integrativo ad un ente previdenziale di categoria. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 30345/17, con la quale sono stati ribaltati i primi due gradi di giudizio, che avevano invece dato ragione ad un architetto, dipendente pubblico, facendo valere il principio dell’obbligo di iscrizione alla gestione separata solo per chi ha effettuato attività non soggette al versamento dei contributi presso enti di categoria, così come previsto dall’articolo 2, comma 26 della legge 335/95 e interpretato autenticamente dal comma 12, del Dl 98/2011.

Oggetto del contendere erano i mancati versamenti alla gestione separata di Inps relativi ai compensi percepiti nel 2008 per lavoro autonomo che, secondo il professionista, non erano dovuti in quanto già coperti da contribuzione integrativa obbligatoria in favore di Inarcassa, presso il quale però non poteva risultare iscritto, in quanto dipendente pubblico. In sostanza, secondo le regole dell’ente di gestione di categoria anche i non iscritti al fondo previdenziale di categoria sono tenuti ai versamenti, ma questi non producono alcun effetto sul piano previdenziale individuale. Una posizione  particolare, che per la Cassazione giustifica l’obbligo di iscrizione e di pagare la contribuzione nella gestione separata di Inps sui compensi derivanti da lavoro autonomo, in quanto non si verifica alcuna “duplicazione della posizione assicurativa previdenziale”.  


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