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Ilva: 22/12 tavolo su piano industriale
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Ilva: 22/12 tavolo su piano industriale

Fiom: "Chiederemo un tavolo per Genova"

Il tavolo previsto per domani mattina al Mise a Roma per riprendere la discussione con i sindacati sul piano industriale di Arcelor Mittal si svolgerà regolarmente. Lo fa sapere la Cgil che ha ricevuto l'annuncio della convocazione. L'appuntamento era stato annullato ieri dal ministro dello sviluppo economico Carlo Calenda al termine del vertice sul piano Ambientale di Taranto dopo che il governatore pugliese Michele Emiliano e il sindaco di Taranto aveva ribadito che non avrebbero ritirato il ricorso al Tar.

La nuova convocazione è arrivata questa mattina ai sindacati genovesi dove viene confermato anche un secondo tavolo il 10 gennaio 2018 per avviare il confronto sulle unità produttive. "Chiederemo a questo punto una data per Genova - commenta il segretario della Fiom di Genova Bruno Manganaro – ieri all'inizio dell'incontro e prima della rottura con Emiliano, Calenda aveva ribadito che l'incontro sull'accordo di programma sarebbe stato fissato per i primi giorni di gennaio. Domani vorremmo avere la data". Non solo, la delegazione genovese ribadirà che "chiudere Taranto sarebbe un tragico errore ma quello che non si può fare è pensare di chiudere Genova per le scelte del governatore della Puglia. Se qualcuno pensa di farci pagare per gli errori di altri si sbaglia".

Sulla vertenza hanno rincarato la dose le Rsu (Rappresentanze sindacali unitarie) Ilva della Fiom Cgil, che considerano inaccettabile lo scontro istituzionale in atto e sottolineano come si è di fronte "a uno snodo decisivo per la risoluzione delle problematiche che affliggono il territorio ionico. Tali problematiche non possono essere affrontate nelle aule di tribunale.  Necessitano infatti di un reale confronto ascoltando anche le rivendicazioni e gli interessi di un'intera comunità". 

"La politica – aggiungono - deve tornare ad avere un ruolo di maggiore responsabilità, garantendo il mantenimento dei diritti costituzionali che non possono essere messi in discussione a colpi di ricorsi né con le minacce di un Ministro della Repubblica che tanto ricordano l'atteggiamento dei Riva. Riteniamo infatti gravissime le dichiarazioni del Ministro Calenda che ha, ancora una volta, invocato la chiusura dello stabilimento siderurgico qualora la Regione Puglia e il Comune di Taranto non dovessero ritirare il ricorso al Tar. Con queste dichiarazioni si continua a contrapporre il diritto alla tutela dell'ambiente e del lavoro".

La condizione per far aprire un tavolo di confronto "deve essere – sottolineano le Rsu Fiom - l'applicazione delle linee guida per la Viias, approvate all'unanimità il 22 aprile del 2015, all'interno del DPCM del 29 settembre 2017. Tali linee guida prevedono infatti che il gestore deve dimostrare l'assenza di un impatto sanitario dovuto all'esercizio dell'impianto nelle pregresse condizioni di autorizzazione e produrre una valutazione predittiva rispetto alle emissioni per cui chiede l'autorizzazione sulla base delle nuove Bat, le migliori tecnologie".


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