rss

 

Lavoro e pensioni: lettere di Natale per i diritti
/ Categorie: Home, IncaMondo

Lavoro e pensioni: lettere di Natale per i diritti

Camusso (Cgil). La mobilitazione continua

In arrivo ai parlamentari, le lettere di Babbo Natale per chiedere non regali, ma “diritti, risposte e certezze su pensioni e lavoro, per i giovani e per le donne. L’annuncio è stato dato dal segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, nella conferenza stampa, che si è svolta questa mattina a Roma in Piazza della Rotonda al Pantheon, in concomitanza della discussione sulla legge di bilancio alla Camera.

"La mobilitazione continua – avverte Camusso, circondata da tanti Babbi Natale, pronti a partire per consegnare le lettere ai parlamentari -. La vertenza è aperta. Bisogna ridare una prospettiva al nostro Paese. Partiremo con una campagna collegata al lavoro per le donne e alle prospettive per i giovani, ai quali bisogna dare meno precarietà e garantire un futuro pensionistico".

Ricordando i dati sull’occupazione, ddel primo rapporto annuale di Inps, Ministero del Lavoro e Inail, Camusso sottolinea come sia fuori luogo "raccontare le meraviglie dell'occupazione”. “Più di un terzo dei contratti a tempo determinato – ha puntualizzato - hanno una durata di un giorno o di massimo una settimana. Pare evidente, quindi, che le norme derivanti dal decreto sui contratti a termine di Poletti e dal jobs act hanno fatto un disastro nel mondo del lavoro”.

“Finalmente in Parlamento – ha aggiunto - si è aperta una discussione sul tema dei contratti a termine, sulla loro moltiplicazione, che hanno determinato una frantumazione". Per il segretario generale della Cgil "è importante che si inizi a discuterne, ma il punto fondamentale è ripristinare la causalità dei contratti a termine”. "E' importante che si cominci a discutere della loro durata e della riduzione da 36 a 24 mesi: "Sarebbe già un bel segnale. Ma se non si reintroducono le causali, non si interviene sulle ragioni per cui si sono moltiplicati, così come se non si interviene sulla loro ripetitività" (oggi sono previste fino a 5 proroghe, senza causali), continuerà a rafforzarsi la frantumazione del mercato del lavoro.

Per questo, conclude Camusso, rinnoviamo l'appello ai parlamentari perché si possono dare segnali di cambiamento: sulle pensioni, basterebbe introdurre una norma che cambia i vincoli per i giovani che sono a sistema contributivo per dare loro la possibilità di avere la flessibilità pensionistica”. Sono norme, queste, aggiunge Camusso, “che non costano, non hanno un problema di copertura di bilancio, ma determinerebbero una prospettiva positiva rispetto al far sapere ai giovani che anche loro avranno una possibilità di pensione e di flessibilità pensionistica”. 

In queste ore, rileva, “dovremo vedere l'emendamento del Governo sull'Ape social. Ci pare evidente che c'è bisogno di una manutenzione molto seria visto che le domande accolte nel 2017 sono poco più di un terzo”. “La prima ovvia obiezione è che quando si fanno delle leggi non determinate da criteri espliciti ma dal fatto che non si possono usare troppe risorse, il risultato è che risposte non ci sono”. Insomma, aggiunge, “avremmo il modo di valutare quel testo ma soprattutto di valutare se c'è una scelta rispetto alla questione degli esodati e se le risorse non utilizzate rimarranno a disposizione per proseguire quelle scelte negli anni”. Parlare di pensioni, sottolinea Camusso, “non è parlare solo di anziani ma della concretezza della vita lavorativa dei giovani, delle donne, della qualità dell'occupazione”.

Articolo Precedente Ilva. Fiom, conflitto istituzionale è un danno
Articolo Successivo L. Bilancio. Caf a Governo: atti concreti
Stampa

Nome:
Posta elettronica:
Oggetto:
Messaggio:
x