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Pensioni. Cgil, proposta Governo non va bene
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Pensioni. Cgil, proposta Governo non va bene

Camusso, senza risposte pronti alla mobilitazione

"Siamo ancora ben lontani da una risposta a quella fase due che avevamo sottoscritto un anno fa con il governo. Non solo continua a mancare una risposta sul meccanismo delle aspettative di vita, ma anche sulle pensioni dei giovani e quelle delle donne". E' quanto afferma il segretario generale della Cgil Susanna Camusso a margine del convegno sull'Europa organizzato dal ministero del Lavoro commentando l'ultima proposta che il governo ha messo sul tavolo del confronto sulla previdenza, che prevede di esonerare dall'aumento dell'età pensionabile a 67 anni, previsto nel 2019, 15 categorie di lavoratori impegnati in attività gravose.

Un meccanismo, quello individuato dall'esecutivo che prevede l'accesso all'esenzione con 36 anni di contributi e 6 degli ultimi 7 anni impiegati in attività gravose, "copiato dall'Ape sociale e che non è quanto abbiamo proposto", prosegue Camusso. "Tra l''altro - aggiunge - questi vincoli non funzionano e hanno creato, già con l'Ape social, una grande quantità di domande rigettate. E poi se il meccanismo non va bene, se è ingiusto, serve cambiarlo non si può semplicemente agire per deroghe", insiste criticando anche la limitazione dell'esenzione dalla aspettativa di vita alle sole pensioni di vecchiaia.

Per Camusso, la proposta dell'esecutivo "è solo un modo per distrarre l'attenzione promettendo una cosa che è stata già verificata con l'Ape e che non funziona". Critiche anche alla proposta che nei giorni scorsi ha presentato il presidente Inps Tito Boeri circa la possibilità di creazione di una commissione per lo studio delle aspettative di vita legate alle mansioni svolte. "Boeri si è svegliato buon ultimo - spiega -. Se l'Inps invece che boicottare l'Ape si fosse dedicato a fare ricerca sui lavori gravosi saremmo più avanti".

Quanto al confronto con il governo, il segretario generale avverte: "la Cgil attenderà l'incontro politico di lunedì prossimo per esprimersi. Valuteremo le risposte in quella sede e decideremo. Ma quello che è certo è che senza risposte siamo pronti a qualche forma di mobilitazione".

 


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