rss

 

Infortunio sul lavoro

Infortunio sul lavoro

Cassazione: l’irrilevanza della “colpa” del lavoratore

La Cassazione, con la sentenza n. 17917/2017, interviene riaffermando il principio della irrilevanza della colpa del lavoratore ai fini della risarcibilità del danno. Il caso esaminato dall’Alta Corte riguarda un coltivatore diretto che si è infortunato mentre era alla guida di un trattore agricolo, nonostante fosse formalmente in un periodo di astensione dal lavoro a causa di un precedente infortunio.

“Questa sentenza – spiega Rosa Maffei, consulente legale di Inca - approfondisce minuziosamente la nozione di ‘occasione di lavoro’ in termini di comparazione con quella di “rischio elettivo”, vale a dire quello che si verifica ‘a seguito di una libera iniziativa assunta dallo stesso lavoratore’ e conclude che la tutela Inail debba agire anche se il lavoratore si pone in una situazione di pericolo, ma comunque attinente all’attività lavorativa”.

La sentenza riforma il pronunciamento della Corte d'Appello di Firenze che aveva escluso “l'occasione di lavoro attraverso un “esercizio tautologico”, secondo cui il coltivatore diretto non dovendosi trovare al lavoro, perché inabile per precedente infortunio, si era posto volontariamente in una situazione di "rischio che si sarebbe dovuto prevenire evitando la stessa occasione di lavoro".

Per la Cassazione, si “tratta di un assioma che porterebbe, con lo stesso metro, a negare l'occasione di lavoro in ogni caso in cui il lavoratore, violando una qualsiasi regola precauzionale (quale indubbiamente è quella di astenersi dal lavoro nel periodo di inabilità), si ponga in una situazione di pericolo (come quando infili la mano dentro una macchina pericolosa per recuperare un attrezzo da lavoro)”; tale principio, porterebbe ad escludere dalla tutela ogni infortunio derivante da un rischio che il lavoratore avrebbe dovuto e potuto evitare”.

“Invece – si legge nel dispositivo - come questo giudice di legittimità ha avuto più volte occasione di affermare la colpa del lavoratore non rileva perché ‘l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro fa riferimento, ai fini della limitazione del suo ambito di operatività, alla nozione di "occasione di lavoro’  (art. 2 del Testo Unico del 1965) e quindi (...) non considera ragione ostativa della sua operatività la colpa, ancorché esclusiva, del lavoratore" (Cass. civ., 4 dicembre 2001, n. 15312)”.

Pur affermando che è un comportamento illecito da parte del lavoratore la violazione di norme antinfortunistiche (tanto che la legislazione più recente, al fine di responsabilizzare il lavoratore, prevede sanzioni anche a carico di questi quando non osservi i precetti volti alla tutela della salute nei luoghi di lavoro), ciò “non preclude comunque in alcun modo la configurabilità dell'infortunio come evento indennizzabile; in quanto la colpa dell'assicurato costituisce una delle possibili componenti causali del verificarsi dell'evento (insieme al caso fortuito, alla forza maggiore, al comportamento del datore di lavoro ed al comportamento del terzo)”.

Nella sentenza, la Cassazione richiama l'art. 2 del T.U. 1124/65, laddove stabilisce la copertura assicurativa di tutti i casi di infortunio avvenuti per causa violenta "in occasione di lavoro" che cagionino un'inabilita al lavoro superiore a tre giorni, facendo rientrare “tutti i fatti, anche straordinari ed imprevedibili, inerenti all'ambiente, alle macchine, alle persone, al comportamento dello stesso lavoratore, purché attinenti alle condizioni di svolgimento della prestazione, ivi compresi gli spostamenti spaziali funzionali allo svolgimento della prestazione, con l'unico limite del rischio elettivo”, ossia quello che si verifica “a seguito di una libera iniziativa assunta dallo stesso lavoratore”.


Articolo Precedente Lavoro giovanile. Istat, prevalentemente atipico
Articolo Successivo Indebiti pensionistici
Stampa

Nome:
Posta elettronica:
Oggetto:
Messaggio:
x