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Lavoro giovanile. Istat, prevalentemente atipico
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Lavoro giovanile. Istat, prevalentemente atipico

Oltre 8 milioni fuori dal sistema di istruzione formale

Quattro giovani su dieci trovano lavoro soprattutto grazie a segnalazioni di parenti, amici e conoscenti. Soltanto l'11,9% ha ricevuto, nel 2015, una qualche forma di aiuto nella ricerca di lavoro da parte di una istituzione pubblica: il 13,8% degli occupati che hanno iniziato un lavoro negli ultimi 12 mesi, il 15,1% dei disoccupati e il 6,5% della forza di lavoro potenziale. Lo rileva l'Istat nel consueto rapporto sul mercato del lavoro che sottolinea come ad essere maggiormente esposti alla precarietà i ragazzi con livelli di scolarità bassa. Tra i giovani usciti dal percorso educativo, segnala l'Istituto, il tasso di occupazione è al 60% e cresce all'aumentare del livello di istruzione: 47,4% per chi ha un titolo di studio basso, 63% per i diplomati, 71,7% per i laureati.

Ma di che occupazione si tratta? Oltre 1 giovane italiano su 4, risponde l’Istat, ha un lavoro a termine. E ancora: tra coloro che sono usciti dal sistema di istruzione nell'ultimo biennio (II trim 2014 - II trimestre 2016) la quota di occupati in lavori atipici è del 51,7% per i laureati e del 64,4% per i diplomati. Tuttavia, se ciò può consolare, l’Istat avverte che all'aumentare dell'età i giovani occupati in lavori temporanei passano dal 66,6% dei 15-19enni fino al 15,3% dei 30-34enni.

Una limitata consolazione considerando che complessivamente un giovane occupato su quattro lavora a orario ridotto perché, nella maggioranza dei casi, non riesce a trovare una occupazione a tempo pieno e si accontenta di svolgere, pur di lavorare, attività per le quali basterebbe un titolo di studio inferiore: il 41% dei diplomati e il 31,4% dei laureati, infatti, dichiarano che “per svolgere adeguatamente il proprio lavoro sarebbe sufficiente un più basso livello di istruzione rispetto a quello posseduto”.

Nel secondo trimestre 2016 i giovani tra i 15 e i 34 anni sono 12 milioni e 681 mila e rappresentano il 21% della popolazione residente in Italia, segnala l'Istat. Il 40% dei diplomati e il 60% dei laureati hanno avuto almeno un'esperienza di lavoro durante l'ultimo corso di studio. La maggioranza di queste esperienze è stata parte del corso di studio: il 25,8% dei diplomati e il 36,1% dei laureati hanno effettuato stage, tirocini o apprendistati all'interno del programma di istruzione.

L'Istituto rileva che sono 8 milioni e 10 mila, il 63,2% dei 15-34enni, i giovani fuori dal sistema di istruzione formale. Tra questi il livello di istruzione è più alto tra le donne, tra i residenti nel Centro-Nord e tra coloro che provengono da famiglie con più elevati titoli di studio. Successivamente al conseguimento del titolo di studio il 14,2% dei giovani usciti dal sistema di istruzione ha iniziato un altro corso di studi, poi interrotto.

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