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Immigrati versano ad Inps 11,5 mld di euro
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Immigrati versano ad Inps 11,5 mld di euro

Lo studio della Fondazione Moressa

Nel 2016, i contribuenti nati all'estero che hanno versato l'imposta netta sono 2,3 milioni, pari al 7,5% de totale. L'Irpef complessivamente versata dai contribuenti immigrati raggiunge i 7,2 miliardi di euro, pari al 4,6% del totale, con un aumento del 6,4% rispetto all'anno precedente. Sono alcuni dei dati rilevati dall’ultimo rapporto della Fondazione Leone Moressa sull'economia dell'immigrazione.

Il gettito Irpef degli immigrati è sempre cresciuto a un ritmo maggiore rispetto a quello degli autoctoni e tale dato è avvalorato anche dall'aumento costante dell'incidenza sul totale che, nel 2016, è passato dal 4,1% nel 2011 al 4,6%. Complessivamente, dal 2010 al 2016 l'Irpef pagata dagli immigrati è aumentata del 13,4%, mentre il gettito degli autoctoni è diminuito dell'1,6%.

A livello nazionale, la regione con il maggior numero di contribuenti nati all'estero, che versano l'imposta netta, è la Lombardia (503 mila contribuenti), seguita dal Veneto (262 mila) e dall'Emilia Romagna (259 mila). Includendo anche il Lazio, nelle prime quattro regioni si concentra oltre la metà dei 2,3 milioni di contribuenti nati all'estero presenti in Italia.

Quanto al gettito economico Irpef, il primato regionale spetta alla Lombardia con 1,92 miliardi, seguita dal Lazio con 801 milioni. A livello nazionale, la media pro-capite di imposta versata è di 3.127 euro a contribuente, con un picco massimo sempre in Lombardia (3.815 euro) e un picco minimo in Calabria (1.804 euro).

I 2,3 milioni di occupati immigrati in Italia nel 2016 hanno prodotto 130 miliardi di valore aggiunto, pari all'8,9% del Pil. Messi a confronto con le economie dei paesi Ue, gli stranieri in Italia sarebbero al 17mo posto, con un valore aggiunto superiore al Pil di Paesi come Ungheria, Croazia o Slovenia. Il contributo economico dell'immigrazione si traduce in 11,5 miliardi di contributi previdenziali e in oltre 570 mila imprese straniere, che operano in Italia.  

Di fronte al processo di invecchiamento nel nostro paese, con un rapporto tra nascite e decessi sfavorevole (7 neonati contro 11 morti ogni mille abitanti), la presenza immigrata rappresenta forza lavoro indispensabile in molti settori -sottolinea il rapporto -. Non si tratta di occupazione in concorrenza con quella italiana, ma di occupazione ‘complementare’: il 74% dei lavoratori domestici è straniero, così come oltre il 56% delle ''badanti'' e il 52% dei venditori ambulanti.

Accanto a queste professioni troviamo anche le imprese guidate da immigrati che continuano a crescere e a produrre valore aggiunto. Negli ultimi cinque anni, in particolare, mentre le imprese italiane sono diminuite del 2,7%, quelle straniere hanno registrato un +25,8% raggiungendo quota 570 mila (9,4% sul totale), producendo 102 miliardi di euro di valore aggiunto, pari al 6,9% della ricchezza complessiva. In forte crescita gli imprenditori del Bangladesh, anche se il primato assoluto spetta a quelli di nazionalità marocchina (11%) e cinese (10%).

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