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Lavoro precario, il primato delle Marche
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Lavoro precario, il primato delle Marche

Cgil, solo un’assunzione su 10 è a tempo indeterminato

Nelle Marche non si arresta il drastico calo delle assunzioni a tempo indeterminato dopo la fine degli sgravi contributivi mentre si registra un’impennata dei contratti a termine. E’ quanto emerge dai dati dell’INPS elaborati dall’IRES CGIL Marche,  relativi al primo semestre del 2017.

Nei primi sei mesi dell’anno, le assunzioni a tempo indeterminato sono 11.213 e cioè quasi la metà rispetto a quelle registrate nel 2015, anno in cui sono stati pieni gli incentivi collegati al Jobs Act per le assunzioni stabili (-8.892, pari a -44,2%); ma calano anche rispetto a quelle del 2016 (-628, pari a -5,3%). 

I contratti a tempo indeterminato rappresentano il 10,4% degli avviamenti al lavoro complessivi: quota praticamente dimezzata rispetto al 2015 (23,4%). Dunque, nei primi sei mesi del 2017, solo un’assunzione su dieci avviene con un contratto a tempo indeterminato: si tratta del dato peggiore in Italia, dopo quello del Trentino Alto Adige, e notevolmente al di sotto sia della media nazionale (18,1%) che a quella delle regioni del Centro (17,4%). Le cessazioni dei contratti di lavoro stabili invece tornano a crescere rispetto a quelle registrate nel 2016 tanto che il saldo tra assunzioni e cessazioni da rapporti di lavoro a tempo indeterminato è fortemente negativo: -6.490 unità.

Cresce invece notevolmente il lavoro precario con 30.285 avviamenti a tempo determinato, praticamente raddoppiati rispetto al 2015 (+105,6%) e che rappresentano il 71,4% delle assunzioni complessive (59,45% nel 2015), cosi come cresce anche il lavoro stagionale con 4.336 avviamenti (+68,9%).  Le assunzioni con contratto di apprendistato sono 2.268, pari al 5,0% degli avviamenti, crescono rispetto al 2016 ma sono ancora di poco inferiori ai valori del 2015.

Le assunzioni complessive sono state quindi 107.872 e hanno registrato una crescita significativa (+37,4% rispetto al 2016 e +25,4% rispetto al 2015) dovuta essenzialmente al lavoro precario: c’è da chiedersi quanti dei nuovi avviamenti sono destinati a nuovi posti di  lavoro  e quanti invece finiscono per sostituire rapporti stabili.  

Per Daniela Barbaresi, segretaria Generale della Cgil Marche e Giuseppe Santarelli, segretario regionale, responsabile delle Politiche del Lavoro, "questi dati evidenziano chiaramente come la fine degli incentivi abbia determinato una forte contrazione delle assunzioni a tempo indeterminato". "Sono dati e tendenze - aggiungono - che vanno analizzati con attenzione, soprattutto in questi giorni in cui il Governo sta definendo le misure di sostegno all’occupazione giovanile. Occorrono interventi a sostegno dell’occupazione stabile ma che siano in grado anche di produrre occupazione aggiuntiva e non sostituzione di posti di lavoro già esistenti". In questo senso, concludono, "vanno premiate le imprese che accompagnano assunzioni a nuovi investimenti e innovazione in grado di rendere duraturo il lavoro".

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