rss

   
    

News

  • Una scelta scellerata che metterà in ginocchio la rete di solidarietà dei Patronati che rimangono l'unico  welfare  gratuito  a  favore  dei  disoccupati,  dei  pensionati,  dei  lavoratori,  dei  cittadini stranieri e degli italiani all’estero. Tutti loro si troveranno a pagare per un servizio oggi gratuito, con il rischio di dover rinunciare alle tutele previdenziali e assistenziali cui hanno diritto. L’uguaglianza di accesso ai diritti sarà cancellata.

  • .... senza l'intervento del nostro patronato molti lavoratori non sarebbero stati capaci di reclamare il proprio diritto alla pensione italiana una volta che questa gli è stata negata per mancanza di alcune informazioni ....

  • "...lo Stato non potrà più garantire la gratuità dell'assistenza e della tutela rappresentata dai patronati e, dunque  solo chi avrà più risorse potrà far valere i propri diritti e gli altri? I meno abbienti, gli immigrati, gli emarginati, i disoccupati? Chi penserà a loro? Come potranno dialogare con gli Istituti?....".

  • "..immaginiamo che Renzi, così come i suoi ministri, non abbia mai fatto la fila per accedere a uno sportello di Patronato perché ogni giorno vedrebbe quante sono le persone bisognose, anziani e non, che non si raccapezzano con la burocrazia; lavoratori e lavoratrici che subiscono gli effetti della crisi; donne che hanno perso il marito e che devono istruire la domanda di reversibilità; infortunati sul lavoro, donne in maternità, uomini e donne immigrati che devono capire come funziona questo "benedetto" Paese"....

  • Solo in Veneto, l'attività annua dei patronati aderenti al Cepa (Acli, Inas, Inca e Ital è di oltre 670 mila pratiche, svolte in 167 uffici zonali. Nel 2013 il solo patronato Inca di Vicenza ha gestito più di 34mila pratiche previdenziali di cui 10mila a sostegno del reddito, 1.300 per danni sul lavoro e 6mila assistenziali....

  • Sono oltre 9,5 milioni (9.541mila) le persone in grave difficoltà per la mancanza di lavoro o per la precarietà di una posizione lavorativa non scelta ma subita. Si tratta del dato semestrale più alto dal 2007 ad oggi. E' quanto emerge dal rapporto dell'osservatorio del mercato del lavoro dell'Associazione Bruno Trentin sugli effetti della crisi sul lavoro in Italia, aggiornato al primo semestre 2014. 

  • Il Comitato opzione donna ha promosso una Class action contro l'Inps per due sue circolari del 2012, che hanno modificato l'applicazione della legge Maroni del 2004, la quale permetteva in via sperimentale alle donne con 57 anni e 35 di contributi, di andare in pensione con il sistema retributivo fino al 2015. L'iniziativa è stata presentata a Montecitorio dalla presidente del Comitato  e dalla parlamentare del Pd della commissione Lavoro Marialuisa Gnecchi.