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  • "La Regione Umbria condivide le preoccupazioni espresse da più parti circa il rischio che il 'sistema dei patronati possa essere gravemente pregiudicato se non sarà modificata la norma inserita nella legge di stabilità, che riduce enormemente il relativo 'fondo', peraltro alimentato dai versamenti dei lavoratori". E' quanto ha affermato la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, che, assieme all'assessore regionale al bilancio, Vincenzo Riommi, ha incontrato una delegazione del Centro patronati di Acli, Inas, Inca e Ital dell'Umbria.
  • "Senza i Patronati, l'Inps avrebbe molte difficoltà a mantenere gli attuali livelli di servizi, di efficienza anche nei tempi di liquidazione delle prestazioni che offre". Ne è convinta Maria Luisa Gnecchi, della commissione Lavoro della Camera, che è intervenuta alla manifestazione di protesta dei "Patronati d'Italia", davanti a Montecitorio, il 20 novembre, ricordando che per iniziativa di Laura Garavini, del Pd, sottoscritta da 140 deputati, è stato presentato un emendamento correttivo alla manovra finanziaria.
  • "Rivedere il provvedimento e nel contempo, prevedere un tavolo di confronto tra le parti interessate per trovare adeguate e condivise soluzioni". E' quanto chiede il comitato provinciale Inps di Asti, in un ordine del giorno approvato all'unanimità nella seduta del 20 novembre, rispetto alla riduzione consistente delle risorse destinate ai Patronati, contenuta nella Legge di Stabilità 2015.
  • Nei giorni 5 e novembre si è tenuto a San Paolo del Brasile il seminario di formazione sul “Lavoro dignitoso e migranti” previsto dall’accordo di cooperazione tra Progetto Sviluppo Cgil Piemonte, Inca Brasile e la centrale Unica dei Lavoratori (CUT) del Brasile. Presenti ai lavori del seminario con Renzo Caddeo (Prosvil), Nino Galante, Anna Serra (Inca Brasile) e Vitor Carvalho (CUT).

  • Colpendo i Patronati non si uccide una burocrazia ma si taglia una mano che sostituisce, in qualche modo, l’attività dello Stato...

  • "La scelta di tagliare i fondi ai patronati è sbagliata e deve essere rivista. Si devono penalizzare gli sprechi e non l'attività di chi tra le altre cose consente alla pubblica amministrazione di risparmiare oltre 600 milioni di euro. Confidiamo che già alla Camera si modifichi la normativa nella quantità e nella qualità del taglio, altrimenti ci faremo promotori di una iniziativa al Senato quando ci sarà la seconda lettura".

  • Il dimezzamento dei tagli al Fondo Patronati non è sufficiente a scongiurare il rischio di mettere in ginocchio la tutela gratuita assicurata dai patronati; tanto meno è coerente con l'impegno che il Presidente del Consiglio aveva assunto pubblicamente, confermato anche dal Ministro Poletti, che sarebbero state trovate le risorse per salvaguardare l'esistenza di un servizio di pubblica utilità indispensabile per tutti i cittadini.